IL SUSSULTO DELLA TERRA
Mi sono svegliata e ho guardato l’orologio, erano le 7.40, prestissimo mi sono detta. Poi ho guardato fuori, il sole era già alto sotto una volta di cielo azzurro. Ad un tratto tutto comincia a vibrare. Prima in un modo quasi impercettibile, quindi con più forza. Rumori cupi che squarciano la camera, tutto trema, tutto si muove. Non è un malessere, non è un capogiro, la stanza viene spinta con violenza prima da un lato e poi dall’altro. Esco dal letto e mi appoggio ad un mobile cercando protezione. Tutta la stanza e anche la casa sono diventate una trappola, scricchiolii perversi, cassetti che si aprono. Mi ritrovo scaraventata da chissà dove una collana di perle. Fra le mani, guardo questa lucentezza, e penso al mare, le perle mi sembrano gocce di rugiada, un affascinante incontro fra lacrime e raggi di luna e poi mi vedo, inerme, quasi nuda, in questa stanza aggrappata ad uno stipite mentre il tempo si dilata.