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Ormai famosa in tutta la Toscana, l’Osteria del’Acquolina, immersa nella campagna del Valdarno in Via Setteponti Levante 26 comune di Terranuova Bracciolini, ha aggiunto al suo menu che segue sempre l’uso di prodotti stagionali, la strepitosa Pera allo Zafferano. Gentilmente ci è stata concessa la ricetta. Eccola.
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Nell’ambito della manifestazione “Tevere Day”, che si è svolta pochi giorni fa allo Scalo de Pinedo di Roma, sede nazionale della Fondazione, Marevivo ha presentato il “Manifesto degli Artisti per il Mare”, un documento proposto e sottoscritto da dieci artisti nazionali e internazionali per lanciare un messaggio comune in difesa dell’ambiente: utilizzare la forza e il linguaggio universale dell’arte allo scopo di richiamare l’attenzione di governi e cittadini sulla necessità di proteggere il mare, la natura e la biodiversità. I firmatari del documento sono: Hussain Aga Kan, Romolo Basili, Francesca Chialà, Gabriele Giugni, Kristin Jones, Massimo Marchiori, Elisabetta Milan, Raul Orvieto, Ely Phenix,Michelangelo Pistoletto. Tutti si sono uniti in un appello al Governo per sollecitarlo a rendere realmente esecutiva la Legge SalvaMare.
L’idea si ispira alla grande stagione dei manifesti artistici del Novecento, quando movimenti come il Futurismo e altre avanguardie affidarono a un manifesto la dichiarazione pubblica delle idee e dei valori che sostenevano la loro espressione artistica. Oggi viene idealmente ripreso quello strumento per dare voce a un nuovo impegno collettivo:metterel’arte al servizio del mare e del Pianeta.
“L’arte ha spesso la capacità di vedere prima degli altri, di intuire ciò che sta accadendo e perfino ciò che non riusciamo a vedere. Tempo fa rimasi colpita da una giovane artista che in Sicilia aveva rappresentato una donna prona, con una bottiglia gialla di plastica nell’addome. Un’immagine potente e inquietante. Ebbene, un anno dopo, una ricerca scientifica coordinata dal dott. Antonio Ragusa documentò per la prima volta la presenza di microplastiche nella placenta umana e poi nel latte materno. L’arte, in qualche modo, aveva visto prima. Ed è per questo che oggi siamo qui, insieme a dieci straordinari artisti, fondatori del Manifesto degli Artisti per il Mare” ha spiegato la Presidente Marevivo Rosalba Giugni.
A presenziare all’evento oltre alla Presidente Giugni, il Segretario Generale della Fondazione Raffaella Giugni, che ha raccontato come nasce l’idea del Manifesto, Costantino D’Orazio, Direttore Generale per la Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e Massimo Pronio, Responsabile della Comunicazione Rappresentanza della Commissione europea in Italia. Insieme a loro ha preso parte all’iniziativa la conduttrice e divulgatrice scientifica Licia Colò che ha presentato gli artisti promotori, raccontati attraverso le loro opere e i filmati che descrivono il rapporto di ognuno di loro con il mare, la natura e l’impegno di Marevivo. La lettura del Manifesto, che continuerà a raccogliere nuove adesioni, è stata affidata alla voce della nota attrice teatrale Mita Medici.
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In occasione del centenario della nascita di François Morellet (1926–2016), Villa Medici presenta nei suoi spazi storici cinque opere del maestro dell’astrazione geometrica. La mostra si inserisce nell’ambito delle celebrazioni nazionali 100 × Morellet indette dal Centre Pompidou, dall’Estate e dal Fonds de dotation Morellet, e del progetto italiano ∞François Morellet∞ Centenario in Italia 1926–2026. Villa Medici rende omaggio a uno dei massimi esponenti dell’arte contemporanea con la mostra François Morellet, picnic romano. In programma dal 9 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027, a cura di Alessandro Gallicchio, direttore del Dipartimento di storia dell’arte dell’Accademia di Francia a Roma, l’esposizione presenta al pubblico cinque opere dell’artista, dislocate nei vari spazi storici di Villa Medici. La stanza delle Muse, nel cuore degli appartamenti del cardinale Ferdinando de’ Medici, ospita il dipinto 40 lignes au hasard (2002). Il piccolo atelier Balthus e la loggia adiacente fanno invece da sfondo a due opere composte da tubi al neon, emblematiche della pratica dell’artista: Lamentable Ø 4m50bianco (2006) e Triangle néons rouges interférents (1973). Infine, nell’atelier Balthus, due installazioni murali 3D concertant e 3D bandes décimées (2015) rivelano tutta la potenza del suo linguaggio astratto.
Prolifico artista autodidatta, François Morellet ha sviluppato un approccio radicale all’astrazione geometrica nel corso di una lunga carriera di quasi sessant’anni. Lavorando principalmente con forme semplici (quadrati, linee, triangoli, cerchi), ha dato vita a un’estetica della riduzione e alla demistificazione della figura dell’artista ispirato, attraverso l’utilizzo di un’ampia varietà di materiali (vernice, acciaio, tubi al neon, nastro adesivo, reti metalliche, legno ecc.).
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Yves Saint Laurent e Pierre Bergé visitarono per la prima volta Marrakech nel 1966. Furono colpiti dai colori, dalla luce e dai i giardini della città marocchina.Tanto che successivamente acquistarono dall’artista Jacques Majorelle il celebre Jardin Majorelle e la villa annessa (Villa Bousafsaf) che prese il nome di Villa Oasis. Nel 2008 successivamente alla scomparsa dello stilista il Jardin Majorelle divenne parte della Fondazione Pierre Bergé - Yves Saint Laurent.Fino al 5 gennaio 2027 il museo Yves Saint Laurent di Marrakech ospita la mostra “Yves Saint Laurent – in scena”, dedicata al rapporto tra il grande stilista e le arti dello spettacolo: teatro, balletto e music-hall.
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Da Ferdinando de’ Medici a Manet: il limone, oggetto di ogni passione
Le Citron di Édouard Manet, prestito eccezionale del Musée d’Orsay in mostra a Villa Medici. Agrume iconico del paesaggio mediterraneo, il limone è al centro del programma primaverile di Villa Medici grazie al prestito eccezionale dal Musée d’Orsaydell’operaLe Citron (Il limone) dipinta da Édouard Manet nel 1880, che sarà esposta per tre mesi nelle camere storiche del cardinale de’ Medici, come momento clou della visita guidata a Villa Medici.
La presenza silenziosa del Limone, che sembra fare appello a tutti i sensi, sarà l’occasione per una residenza letteraria della scrittrice e filosofa francese Vinciane Despret, che ad aprile sarà chiamata a lasciarsi ispirare da questo frutto.
Nel 2024, il Ministero della Cultura francese e il Musée d’Orsay celebrano i 150 anni dell’impressionismo.Parallelamente alla mostra Paris 1874.Inventer l’impressionnisme (Parigi 1874. Inventare l’impressionismo) che si terrà a Parigi, in oltre 30 musei francesi sarà possibile scoprire circa 180 opere eccezionalmente concesse in prestito dal Musée d’Orsay. Le Citron di Manet sarà così protagonista a Villa Medici, ricucendo un legame con la passione per gli agrumi della famiglia de’ Medici.
EPOPEE CELESTI. ART BRUT NELLA COLLEZIONE DECHARME
Dal 1° marzo al 19 maggio 2024, l’Accademia di Francia a Roma - Villa Medici presenta la mostra EPOPEE CELESTI. Art Brut nella collezione Decharme, che riunisce una selezione di 180 opere della collezione di Bruno Decharme, una vera e propria panoramica sull’art brut.Il concetto di art brut è attribuito al pittore francese Jean Dubuffet (Le Havre, 1901 - Parigi, 1985) che a partire dal 1945 diede vita a una collezione di oggetti e opere realizzati da pazienti di ospedali psichiatrici, detenuti, emarginati, solitari, persone “fuori dal sistema”. Questi creatori autodidatti producono senza preoccuparsi dello sguardo degli altri e partecipano alla nascita di nuovi linguaggi, invenzioni o tecniche.
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Da venerdì 9 febbraio a domenica 26 maggio 2024 aPalazzo Merulana, Roma, sede della Fondazione Elena e Claudio Cerasi,sono raccolte in mostra oltre trenta opere prevalentemente acquistate direttamente alle maggiori mostre del tempo (Biennali di Venezia, Quadriennali di Roma, ecc.), o reperite sul mercato rendendole di pubblica fruizione.
La mostra si pone come approfondimento di uno dei principali nuclei pittorici rappresentati nella Fondazione Elena e Claudio Cerasi, che possiede ed espone in permanenza tre fondamentali capolavori donghiani: Lavandaie (1922-23), primo vertice in assoluto del maestro; Gita in barca (1934); Piccoli saltimbanchi (1938). Sulla trama delle opere di Donghi in queste collezioni è possibile ricostruire interamente il suo percorso artistico, attraverso una serie di autentici capolavori. Rimeditare il ruolo, il metodo, le aspirazioni di questo artista chiuso e difficile, ma al tempo stesso creatore di opere uniche e impressionanti per il loro clima sospeso, per la densità di interrogativi che pone allo spettatore pur nell’apparentemente nuda realtà in cui sono presentati gli anonimi protagonisti dei quadri, appare oggi un doveroso passo in avanti per la sua conoscenza.
Antonio Donghi fu uno dei maggiori interpreti del realismo magico in Italia; il suo immaginario astrattivo e al tempo stesso realista ha impressionato, dopo un silenzio critico di molti decenni, gli studiosi e il pubblico a partire dagli anni ottanta del secolo scorso, al punto che le sue opere sono ormai incluse nella maggior parte delle rassegne internazionali sugli anni venti e trenta, fino a comparire sulle copertine dei relativi cataloghi come immagine iconica di quel contesto.