Gli animali sono esseri senzienti.

Aasha.jpg
0
0
0
s2sdefault

La  Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente ha chiesto qualche giorno fa al nuovo presidente del Consiglio Mario Draghi e al neoministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, l’inserimento nella Costituzione della tutela non solo dell’ambiente ma anche degli ecosistemi, della biodiversità e degli animali.

Nella giurisprudenza la definizione di essere senziente presuppone una serie di tutele e di prerogative: il Trattato di Lisbona, uno dei trattati dell’Unione Europea,  così ha definito gli animali. Ciò non significa tuttavia che attraverso tale definizione ne abbia sancito i diritti e questa sarebbe l’occasione per dare rango costituzionale alla tutela degli animali allineando la nostra Carta Costituzionale ai migliori esempi europei come Svizzera, Austria e Germania.

Tanti sono i problemi da risolvere dalla prevenzione del randagismo con il divieto di uccidere cani e gatti randagi, al contrasto del traffico di cuccioli, al racket dei combattimenti tra cani…

Leggi tutto: Gli animali sono esseri senzienti.

Moto Perpetuo

Sebastianelli2021.jpg
0
0
0
s2sdefault

Un movimento senza fine, continuo, costante, inarrestabile!  Il moto perpetuo sembra essere la sensazione  paradossale che, più di altre, si percepisce in questo periodo, che continua a essere pandemico. Lo stile di vita  di ognuno da un  anno a questa parte è cambiato, la libertà di movimento è condizionata dalla valutazione della necessità dello spostamento, tant’è che qualunque slancio, dettato da un desiderio, il più delle volte è inibito dall’istinto di conservazione, che suggerisce di rimandare o di desistere.  Più si rimane fermi, però, più, paradossalmente, ci si sente in un movimento perpetuo, come se non ci fosse un intervallo tra un giorno e un altro, come se si fosse sempre in attività. Perché? Molto probabilmente è la mente che non si ferma, sono i pensieri che non  trovano argine per placare il loro incalzare continuo.

Leggi tutto: Moto Perpetuo

Parigi. L’imperdibile mostra su Coco Chanel “Gabrielle Chanel. Manifeste de Mode”

A__AvedonGabrielle_Chanel_and_Suzy_Parker_1959.jpg
0
0
0
s2sdefault

Il Palais Galliera, il museo della moda della città di Parigi, presenta la prima retrospettiva parigina di una stilista fuori comune: Gabrielle Chanel (1883 – 1971).

Negli anni in cui Paul Poiret domina il mondo della moda femminile, Gabrielle Chanel, prima nel 1912 a Deauville, poi a Biarritz e a Parigi, rivoluziona il mondo della couture, realizzando un vero e proprio “manifesto della moda”.

Gabrielle Chanel consacrò la sua lunga vita a creare, perfezionare e promuovere una nuova forma di eleganza fondata sulla libertà di movimento, un’ attitudine naturale e disinvolta, uno chic raffinato e lontano dalle stravaganze, uno stile senza tempo per una donna  moderna. Questo è il suo “manifesto della moda”, un’eredità di attualità la cui identità si potrà vedere al Palais Galliera.

La prima sezione della mostra, evoca, gli inizi di Gabrielle Chanel, con alcuni capi emblematici, tra cui la famosa blusa alla marinara in jersey creata nel 1916. La mostra invita il visitatore a seguire l’evoluzione dello stile Chanel, l’inconfondibile stile chic, che si identifica nelle petites robes noires e nei modelli sportivi dei ruggenti anni “20, fino ad arrivare ai vestiti sofisticati degli anni “30. Un’intera sala è consacrata al profumo N°5 creato nel 1921 che racchiude nel suo aroma la quintessenza dello spirito di “Coco” Chanel.

La mostra si sviluppa in dieci capitoli, dieci ritratti fotografici di Gabrielle Chanel che punteggiano la scenografia della mostra e dimostrano come la stilista è stata l’incarnazione del suo marchio. L’avvento della guerra porta alla chiusura della maison Chanel, rimane aperto solo il famoso negozio ubicato al numero 31 di rue Cambon  con la vendita dei profumi e degli accessori. Dopo la guerra, Gabrielle Chanel contesta Christian Dior e il  New Look, caratterizzato da abiti con bustino e risponde a questo stile, nel 1954, con il suo ritorno alla couture,  riaffermando così il suo ideale di moda. La seconda parte della mostra è tematica ed è un invito  a decriptare i suoi codici sartoriali:  il tailleur in tweed, la scarpa decolleté bicolore, la borsa trapuntata 2.55, i colori nero,  beige, rosso, bianco ed oro… senza dimenticare la bigiotteria e i gioielli indispensabili per interpretare lo stile Chanel.

Leggi tutto: Parigi. L’imperdibile mostra su Coco Chanel “Gabrielle Chanel. Manifeste de Mode”

Parigi celebra il bicentenario della morte di Napoleone Bonaparte con una grande mostra.

523965-330x500_1.png
0
0
0
s2sdefault

In occasione del bicentenario  della morte di Napoleone Bonaparte, i musei nazionali francesi Grand Palais, La Villette e Re Re/Adonis hanno organizzato una spettacolare mostra a Parigi dal 14 aprile al 19 settembre 2021. Hanno partecipato all’allestimento dello spazio espositivo, contribuendo in maniera molto generosa, il musée de l’Armée, il musée National du château de Fontainebleau, il Louvre, il musée national des châteaux de Malmaison et Bois-Préau, il Mobilier National e la Fondation Napoléon.

La mostra “ Napoléon” celebra l’inverosimile destino di un personaggio complesso, che fu ammirato e discusso, vittorioso e sconfitto, eroico e tragico, un personaggio romanzesco che tutt’oggi affascina ancora i nostri contemporanei. La mostra metterà in evidenza l’eredità politica e culturale lasciata da Napoleone Bonaparte, che ha segnato profondamente alcuni paesi, tra cui la Francia, ma anche gli errori da lui commessi.

La mostra si sviluppa su alcuni grandi temi che raccontano i primi anni di apprendimento presso il collegio militare di Brienne; le campagne d’Italia (1796) e d’Egitto (1799); il colpo di Stato del 18 brumaio e il Consolato; l’avvento dell’Impero, documentato da due sconfitte militari, la campagna di Spagna (1808) e la campagna di Russia (1812); i Cento giorni e il suo declino definitivo dopo la battaglia di Waterloo.

All’interno del percorso espositivo saranno realizzate  delle ricostruzioni scenografiche di grande impatto visivo, che raffigureranno le opere artistiche e la vita di corte, un periodo seppur breve, parliamo di 15 anni, ma che influenzò in modo perenne le arti decorative;  com’è dimostrato dalla produzione di mobili e  oggetti artistici, in stile egizio, realizzati dopo la campagna d’Egitto. Una parte della mostra illustrerà l’evoluzione dello stile, al culmine dell’Impero, si potrà vedere la rievocazione della sala del trono ed anche di una tavola apparecchiata con le più ricche produzioni  decorative dell’epoca, ma non solo, saranno esposti  magnifici abiti portati a corte, armi di lusso, porcellane di Sèvres,  pezzi unici d’argenteria, la monumentale carrozza realizzata in occasione del matrimonio di Napoleone con Maria – Luisa  ed anche il più modesto carro funebre utilizzato per  le esequie di Napoleone a Sant’Elena.

Leggi tutto: Parigi celebra il bicentenario della morte di Napoleone Bonaparte con una grande mostra.

20210211_163945.jpg
0
0
0
s2sdefault

Roma celebra il bicentenario della morte di Napoleone Bonaparte con la mostra “ Napoleone e il mito di Roma” che inaugura la riapertura dei Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali.  Lo scopo della mostra è di ripercorrere il rapporto tra l’imperatore francese, il mondo antico e Roma. I visitatori avranno la possibilità di visitarla dal 4 febbraio al 30 maggio 2021.

Annessa all’Impero dal 1809 al 1814 e città imperiale seconda solo a Parigi per volontà di Napoleone stesso, Roma, e più precisamente l’area archeologica dei Fori Imperiali, fu oggetto di scavi promossi dal Governo Napoleonico di Roma tra il 1811 e il 1814 per liberare l’area a sud della Colonna di Traiano, che Napoleone aveva già preso a modello per la realizzazione tra il 1806 e il 1810 della Colonna Vendôme a Parigi. I Francesi volevano applicare a Roma quei criteri di ordine urbanistico che, nei loro intenti, l’avrebbero trasformata realmente in una seconda Parigi. Ispirarsi alla Roma Imperiale in ogni suo aspetto per celebrare la magnificenza di Napoleone e della sua famiglia divenne ben presto una consuetudine e portò inevitabilmente con sé l’uso di un linguaggio di propaganda ispirato all’Antico, caratterizzato dalla rappresentazione dell’Imperatore come erede dei grandi condottieri del passato, degli Imperatori romani, se non addirittura come eroe e divinità dell’antica Grecia, in un rimando costante a Roma Imperiale, alla sua arte e alla sua cultura.

Il percorso espositivo si snoda attraverso 3 macro-sezioni e comprende oltre 100 opere –tra cui sculture, dipinti, stampe, medaglie, gemme e oggetti di arte cosiddetta minoreprovenienti dalle Collezioni Capitoline nonché da importanti musei italiani ed esteri.

La prima macro-sezione evidenzia il rapporto tra Napoleone e il mondo classico, seguendo la formazione del giovane Bonaparte, anche attraverso l’adozione di diversi modelli tratti dall’Antico, utilizzati di volta in volta per trasmettere messaggi di potere, buon governo e conquiste militari, fino alla divinizzazione della sua figura. In questa sezione  saranno presenti opere antiche e moderne di eccezionale valore storico, che illustrano il percorso biografico di Napoleone e, allo stesso tempo, i suoi modelli e riferimenti culturali.

Tra le opere esposte, ad esempio, il gesso di Louis Rochet per la statua di Napoleone cadetto a Brienne (inizialmente visibile attraverso una riproduzione fotografica) dal Musée  d’Yverdon et Région (Yverdon-les-Bains), il bronzo raffigurante Alessandro Magno a cavallo dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e il grande bronzo di Lorenzo Bartolini raffigurante Napoleone I Imperatore, dal Louvre, in cui Bonaparte è ritratto all’antica, con la corona d’alloro e le fattezze di un imperatore romano. Grandezza militare e visione di un impero sconfinato legano infatti Alessandro Magno a Napoleone il quale, come già molti condottieri prima di lui, tra cui Giulio Cesare, fece propria l’imitatio Alexandri. Napoleone si confrontò idealmente con altri imperatori come Augusto, presente con un ritratto in marmo proveniente dai Musei Capitolini. Nota era anche la sua ammirazione per Annibale, qui evocata dalla copia moderna del cosiddetto Annibale del Quirinale. La macro-sezione si chiude con la morte e l’apoteosi di Napoleone, considerato un eroe antico ma anche un santo e un taumaturgo, in continuità con i re del medioevo francese, come raffigurato nel celebre dipinto di A.J. Gros, Il generale Bonaparte visita gli appestati di Jaffa, presente in mostra attraverso l’incisione di A.C. Masson, proveniente dal Palais Fesch-Musée des Beaux-Arts di Ajaccio.

Leggi tutto: Roma. Con la mostra “Napoleone e il Mito di Roma” riaprono finalmente al pubblico i Mercati di...

La ricetta della caponata siciliana.

foto_caponata_maxresdefault_1.jpg
0
0
0
s2sdefault

Ecco qui di seguito la ricetta della caponata siciliana da me cucinata in ricordo delle mie origini siciliane da parte di mio padre che era di Termini Imerese.

Intanto chiariamo subito che le ricette della caponata siciliana sono due: quella palermitana che esclude i peperoni e quella catanese che invece li include. A voi la scelta. Io ho fatto un ibrido: dopo aver cucinato i peperoni al forno e averli conditi con olio, aglio e prezzemolo, mi sono limitata ad aggiungerne una modestissima quantità con l’intento di evitare un sapore troppo dolce.

Un avvertimento: non date retta a chi dice che ci vogliono quaranta minuti. Ci vuole molto di più. Il procedimento è lungo perché bisogna cucinare gli ingredienti separatamente. Eccoli: olio extravergine di oliva,  quattro o cinque melanzane non grandi, una costa di sedano sottile, tre etti di pomodorini, scalogno, pinoli abbondanti, capperi sotto sale in dose generosa, olive verdi in salamoia, aceto di vino bianco, zucchero, basilico, concentrato di pomodoro. Le melanzane vanno tagliate a pezzi max di due centimetri e fritte. Mettetele su una carta per far assorbire l’olio. Tagliate in due i pomodorini piccoli tondi e teneteli da parte. Stessa sorte per le olive che, naturalmente, avrete denocciolato. Non vi scordate di passare i capperi sotto l’acqua per togliere il sale. Lo scalogno (o se non l’avete la cipolla bianca) va tagliato ad anelli non troppo sottili e soffritto facendo attenzione a dorarlo appena.  In un’altra padellina scottate appena il sedano tagliato a rondelle.

Leggi tutto: La ricetta della caponata siciliana.

EDITORE

EURONET COMUNICAZIONE s.r.l. Con Amministratore Unico
65 PER RICOMINCIARE - Settimanale online di informazione
Autorizzazione Tribunale di Roma n° 88/2014 del 24/04/2014
Direttore Responsabile – Anita D'Asaro
Copyright © 2017 www.65perricominciare.it
Tutti i diritti riservati

CONTATTI

Viale B. Buozzi 102
00197 Roma (RM) Italia

+39.335.481816

This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

POWERED BY

Open Consulting