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LE STORIE DI ASCANIA

L'ANELLO RITROVATO

Frugavo in un cassetto, era colmo di tutto, bottoni vecchi, nastri colorati, mozziconi di candele e anche qualche santino. Non ero a casa mia, ero in casa di una mia amica, i cui nonni erano morti in un campo di concentramento. So che non avrei dovuto frugare nei cassetti degli altri, ma avevo bisogno di un ago e di un paio di forbici e quindi, da maleducata, mi ero messa ad aprire i vari cassetti. In mezzo al disordine ho visto un anello legato ad un cartoncino bianco. L’ho preso ,con il cuore in gola e il respiro affannato.

• 12 giugno 2016

LA SIGNORA SCOSTUMATA E IL SUO GIARDINO

“Ogni amore è una debolezza nella misura che distrugge una parte importante della nostra indipendenza” Vita Sackville-West amava il suo giardino che aveva costruito con amore, a Sissinhurst,il castello con cui viveva con il marito, il diplomatico Harold Nicolson. Il giardino, qualunque sia la sua grandezza, è una terra di confine, un compromesso tra un interno ed un esterno. Natura e civiltà s’incontrano in quell’intervallo di terra, senza però fondersi. Il piacere del giardino è la sua solitudine, è il dialogo con la natura e con se stessi.

• 6 giugno 2016

AMORE DI NONNA

Avevo giurato a me stessa che non avrei avuto figli. La mia infanzia era stata traumatizzata dal disaccordo fra mio padre e mia madre. Non so perché si erano sposati, non c’era mai un minuto di tenerezza fra loro. La mattina già li sentivo urlare. Mio padre da buon militare voleva tutto a modo suo, mia madre molto più giovane e disordinata faceva tutto quello che lui detestava. Mio padre cominciava così i suoi urli mattutini e mia madre si faceva sempre più piccola, si mordeva le labbra, diventava sempre più fragile nell’illusione di scomparire. Appena sentivo una voce uscivo di corsa, non volevo sentire battibecchi, voci concitate, Uscivo perchè non volevo essere testimone dell’ennesimo litigio, anche se sapevo che nonostante tutto, fra i due c’era anche una sorta di legame e un affetto profondo.

• 29 maggio 2016

VOGLIA DI FIORI

Questa primavera caldissima ha fatto venire una grande voglia di fiori. Il mio gelsomino è già fiorito e profuma come fosse estate, mentre i vasi con la terra rinnovata aspettano nuove piantine. Le suggestioni che arrivano dalle numerose mostre mercato sono tante e inducono a fare nuovi tentativi. E se quest’anno rinunciassi alle solite sulfinee viola per mettere i famosi fiori commestibili di cui si parla tanto? Andare per campi e boschi e cercare erbe e fiori commestibili, certo sapendoli riconoscere. Virtù che ho sempre invidiato a chi la possiede.

• 11 aprile 2016

IL COLOMBIANO

Ero ancora sposata quando l’ho visto. Spiccava nella folla bionda di un garden party, a Berlino. Era estate e i prati verdissimi luccicavano sotto un cielo privo di nuvole, gli invitati si precipitavano al tavolo del buffet in una folla variopinta, si urtavano per accaparrarsi i wurstel abbrustoliti. Lui invece stava in disparte, bruno lucido con la testa brillante e i baffetti sottili. Lui non si mescolava agli altri, aveva una sigaretta in bocca e l’aria annoiata. Io lo guardavo affascinata, era bello, soprattutto era diverso da tutti quelli che conoscevo. Il suo esotismo m’incuriosiva.

• 10 aprile 2016

LA STRAORDINARIA VITA DI PEGGY GUGGENHEIM

Il padre di Peggy Guggenheim, naufragò col Titanic. Era un uomo raffinato, elegante, si trovava sul ponte della nave fumando il sigaro, quando venne travolto dalle onde e precipitò in mare, sempre tenendo il sigaro nella mano. Peggy era una ragazzina ma decise che avrebbe svolto un ruolo determinante nel mondo dell’arte di quei tempi Diceva infatti: ”E’ mio dovere proteggere l’arte” e questa vocazione l’ha sostenuta per tutti gli anni di vita. La sua famiglia era ricchissima, possedevano infatti miniere di argento, acciaio e rame, ma nonostante questo Peggy a vent’anni vende libri in una libreria a New York.

• 6 marzo 2016

LE STRAVAGANTI SORELLE MITFORD

Le sorelle Mitford, figlie di Lord Redesdale, inseguivano l’amore. La maggiore Nancy Mitford ha scritto un romanzo”Inseguendo l’amore” . Nel libro ”La sovrana lettrice”’, Bennet immagina la Regina Elisabetta prenderlo a prestito dalla biblioteca ambulante e piacergli cosi tanto che il Principe Filippo, passando davanti alla sua stanza con la borsa dell’acqua calda, la sentì sbellicarsi dalle risate. ”Inseguendo l’amore “e “Amore in un clima freddo” sono due fra i romanzi che Nancy Mitford ha scritto. Nancy Mitford era la maggiore delle famose sorelle Mitford che si sono sempre mosse nello scintillante alone di glamour e di gossip.

• 21 febbraio 2016

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• 10 febbraio 2016

IL LUPO CATTIVO

Il lupo cattivo ha molte spoglie, a volte è un bell’uomo in un ristorante alla moda, a volte ha il volto dell’amico di famiglia, del padre tanto amato, dell’educatore irreprensibile, del coach sportivo. Tra una parola affettuosa e un gioco, l’abuso sessuale irrompe nella vita dei bambini, degli adolescenti. L’orco si guadagna la fiducia della giovane vittima. Secondo dati Unicef, in Italia il 10 per cento delle ragazze subisce violenza a sfondo sessuale, inoltre sei bambini su mille subiscono abusi sessuali. La violenza diventa ancora più dolorosa e crudele quando ad aggredire sono persone che sembrano fidate. Il macigno più pesante è sempre il senso di colpa.

• 7 febbraio 2016

MAI PERDERSI NELL’AMORE ROMANTICO consiglia Jane Austen

Jane Austen, una grande scrittrice inglese nasce in un piccolo villaggio dell’Hampshire, il padre è pastore protestante, muore a 42 anni a Winchester, dove è sepolta nella famosa cattedrale. Jane Austen aveva sempre detto: “bisogna essere indipendenti, mai sottomesse ad un marito”. Infatti lei è vissuta della propria penna e ha sempre rifiutato il matrimonio. La vita di una donna di quell’epoca, il 1775, era legata soprattutto alle quattro mura di casa. Le donne vestite alla moda introdotta da Giuseppina Bonaparte, non uscivano se non per recarsi in parrocchia.

• 31 gennaio 2016

IL MIO TERRAZZO HA BISOGNO DI AIUTO

Il mio terrazzo , come quello di quasi tutti, è fatto dalle piante che piacciono a me, senza uno schema particolare. Ci sono grandi vasi di ciclamini e ederina che scende giù verso l’esterno e sulla parete interna rampicanti che invadono il muro esterno della casa. In fondo a destra ho un ulivo che ci era stato regalato come bonsai e che noi abbiamo fatto crescere senza mai tagliarlo; lui, quest’anno, è diventato grande fino a fare le olive. Sempre dalla stessa parte in un enorme vaso ereditato da mia madre ho messo tutte le aromatiche che uso per cucinare: salvia, menta, basilico, prezzemolo, rosmarino; quest’ultimo si è trasformato in un grande e rigoglioso cespuglio senza mai avergli dato nulla di particolare.

• 25 gennaio 2016

COSA CI FACCIO CON...QUESTE MANI?

La mia mamma è tedesca. E’ una famosa costumista, ha realizzato i costumi più belli sia per il cinema che per la televisione. Da piccolo mi portava ai galà dove lei riceveva i premi più prestigiosi. Saliva sul podio timida, con il sorriso smagliante e s’inchinava leggermente socchiudendo le mani. Negli anni d’oro del cinema italiano, ci siamo trasferiti a Roma. Lei lavorava a Cinecittà un film dopo l’altro con i più grandi registi. Mio padre ci aveva lasciati e per noi ragazzi vivere a Roma era molto difficile, non sapevamo l’italiano e la nostra scuola, quella tedesca c’isolava dal resto degli altri ragazzi italiani.

• 24 gennaio 2016