INVISIBILITÀ
Quante volte è capitato di camminare per strada, entrare in un negozio, essere in fila per accedere a uno sportello pubblico e avere la sensazione di essere invisibili?
Invisibili alla sensibilità, invisibili alla comprensione, invisibili all’attenzione degli altri? Il paradosso del ventunesimo secolo è proprio rappresentato dalla massima visibilità che si può avere nel mondo virtuale, contrapposta alla massima invisibilità percepita nel mondo reale. Gli over, ma non solo, soffrono della invisibilità di cui a volte si sentono vittime, al punto di sentirsi privi di consistenza corporea. La distrazione degli altri è frutto di altra invisibilità di cui soffrono, conseguenza del timore di non essere considerati, apprezzati o accettati ed essere costretti a imporsi a tutti i costi, sgomitando se necessario. Quando ci si sente invisibili può essere utile pensare che in fondo si sta percependo l’invisibilità dell’altro, come se fosse la propria, poiché chi erge la propria ombra per oscurare chi gli è intorno, in realtà, ottiene solo una visibilità effimera.