È importante che ci siano attori e attrici over che caparbiamente rivendichino uno spazio nel mondo cinematografico, evitando che l’over diventi un personaggio da interpretare, come se fosse una sorta di professione, replicabile nella finzione scenica. Un set cinematografico è paragonabile al palcoscenico della vita dove ognuno dovrebbe essere nel ruolo a sé confacente per essere credibile, calarsi in un personaggio per un attore o per un’attrice è un lavoro che richiede grande capacità e professionalità affinché si possa catturare l’anima dell’altro, ma con gli over è impresa ardua, perché l’anima over non si manifesta nella finzione, ma solo nell’autenticità di chi lo è per davvero.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta