La visibilità, non va cercata, perché è data dalla consistenza della propria interiorità che traspare sempre e comunque, non deve essere confermata dagli altri e tanto meno essere messa in dubbio. Molto successo ebbe in passato un film che aveva come protagonista un uomo, suo malgrado, invisibile, al punto di trarne vantaggio in alcuni momenti della vita, ma esserne completamente angosciato, quando desiderava di essere visibile, dimostrando il lato negativo e positivo della condizione di trasparenza fisica, metafora della difficoltà dell’esistenza, al confine tra l’impossibile onnipotenza e la possibile impotenza.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta