Due estranei, quindi, s'incontrano per una relazione di reciproca dipendenza, che parlano lingue straniere attraverso corpi estranei. La comunicazione, non verbale e verbale, si arricchisce di nuovi codici derivanti dall’incontro di culture lontane o vicine, ma uniche nella loro diversità.
La società contemporanea è ormai parcellizzata e frammentata al punto di non essere più abitata da famiglie patriarcali o matriarcali, costituite all’interno da nuclei che componevano una rete assistenziale per parenti in difficoltà. “Il bastone della vecchiaia” come spesso era considerato l’ultimogenito di una famiglia numerosa, oggi sarebbe anacronistico, ma la funzione viene affidata ad altri bastoni. Assistenti e assistiti congiunti dalla necessità non solo fisica, ma anche psicologica e sociale. Insieme ai badanti e alle badanti entrano nelle case nuove energie, diverse culture, sguardi disincantati, progetti di libertà, solitudini dalle radici recise. Mondi sconosciuti cui si affida la sopravvivenza di persone al confine tra la famiglia e la casa di riposo, infatti, la longevità dell’essere umano può presentare problemi non risolvibili in una struttura ospedaliera, ma neanche nell’ allontanamento dalla propria casa e dalle proprie abitudini, spesso garanzia di conservazione di competenze cognitive e abilità fisiche. Badanti che s'incuneano nella società per sostenere le famiglie con una funzione accudente, che forse la voce del verbo badare non esemplifica totalmente, ma ne sottolinea la reciprocità del bisogno.
Sira Sebastianelli
psicologa - psicoterapeuta