L’elaborazione di un lutto, qualunque esso sia, è un percorso nel quale si incontrano i ricordi, le emozioni e i sentimenti utili ad accompagnare la separazione da ciò che si lascia andare fisicamente, ma che si cerca sempre più di interiorizzare simbolicamente, creando uno spazio intimo nel quale racchiudere esperienze che si trasformano in preziose perle di vita vissuta. Il lavoro del lutto nel terzo millennio è mancante della parte di ritualizzazione che in passato rendeva tangibile il tempo di elaborazione e ne consentiva la catarsi. Oggi si è alla ricerca di un nuovo modo di vivere il lutto, che risponda soprattutto alle esigenze dettate dalla velocità dei ritmi della vita, ma con il rischio di non viverlo consapevolmente. Ciò che si perde non esiste più, ma la logica del pensiero si infrange sullo scoglio dell’emotività che ripropone l’assenza come acuta presenza, finché la separazione, da ciò che non esiste più, non si traduca in un distacco psicologico.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta