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ARTE

I MACCHIAIOLI AL CHIOSTRO DEL BRAMANTE

"La presenza dei Macchiaioli si faceva vedere su tutte le pareti dell'appartamento [...] nei corridoi, dai muri rallegrati di acqueforti fattoriane, di disegni, di tocchi di penna; mentre su questo canterano e su quel cassettone posavano le comicissime caricature e le leggiadre statuette in terracotta di Adriano Cecioni. Nelle stanze di fondo, si svolgeva, coi più chiari nomi e coi migliori quadri, il paesaggio della scuola toscana: c'erano i Bovini neri al carro, i Tetti al sole e le marine di Raffaello Sernesi; c'erano gli orti e i pascoli dell'attento Borrani, i lidi sconsolati di Giuseppe Abbati, le impressioni vivide e nervose di Silvestro Lega e le grandi figure magistrali di Vito d'Ancona. Tutta la raccolta di Fattori stava poi disposta in bell'ordine alle pareti di una sala cerula..."

• 22 maggio 2016

ORGANISMI. Dall'Art Nouveau alla Bioarchitettura

"Una mostra di arte, architettura, design, fotografia e cibo che mette in relazione l’Art Nouveau e la contemporaneità", Organismi, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev, nuovo direttore unico della GAM di Torino e del Castello di Rivoli, e di Virginia Bertone, conservatore della GAM, propone una nuova visione dei rapporti tra arte e scienza, natura e cultura, passato e futuro.

• 16 maggio 2016

LE DONNE DI PICASSO

Otto fotografie, una per ogni donna amata da Picasso, raccontano le complesse relazioni amorose del pittore più importante della modernità. Muse, modelle e amanti, Olga Khokhlova, Eva Gouel, Fernande Olivier, Marie Thérèse Walter, Dora Maar, Francoise Gilot, Gaby Depeyree Jacqueline Roque sono anche vittime dell'amore travolgente per un uomo dal carattere forte ed eccentrico, incapace di amarle e rispettarle come meritano. Esaurimenti nervosi e violente crisi di gelosia hanno portato queste donne alla depressione e in alcuni casi perfino al suicidio. La serie Picasso’s Women di Cristina Vatielli (Roma, 1983), ispirata allo spettacolo teatrale Loves of Picasso di Terry D’Alfonso, è stata premiata al Sony World Photography Awards 2016 nella categoria Staged Photography, che valuta gli scatti preparati con un'accurata messa in scena.

• 10 maggio 2016

IL DAVID DI MICHELANGELO

"E veramente che questa opera à tolto il grido a tutte le statue moderne et antiche, o greche o latine che elle si fussero; e si può dire che né 'l Marforio di Roma, né il Tevere o il Nilo di Belvedere, o i Giganti di Monte Cavallo, le sian simili in conto alcuno, con tanta misura e bellezza e con tanta bontà la finì Michelagnolo; perché in essa sono contorni di gambe bellissime et appiccature e sveltezza di fianchi divine, né ma' più s'è veduto un posamento sì dolce né grazia che tal cosa pareggi, né piedi né mani né testa che a ogni suo membro di bontà, d'artificio e di parità né di disegno s'accordi tanto. E certo chi vede questa non dee curarsi di vedere altra opera di scultura fatta nei nostri tempi o negli altri da qualsivoglia artefice".

• 1 maggio 2016

LA GIPSOTECA DI ANTONIO CANOVA A POSSAGNO

Amore e Psiche, Le Tre Grazie, Paolina Borghese e i due monumenti funerari a Vittorio Alfieri e Maria Cristina d'Austria. I modelli originali in gesso dello scultore neoclassico Antonio Canova sono raccolti nella gipsoteca allestita nella sua casa natale a Possagno, in Veneto, grazie all'impegno del fratello Giovanni Battista Sartori Canova, che fece trasferire le opere dallo studio romano dello scultore a partire dal 1826.

• 24 aprile 2016

IL MAGICO GIARDINO DI NINFA

Magnolie, betulle, aceri giapponesi, ciliegi e meli in fiore. Sono solo alcune delle oltre 1300 varietà di piante presenti nel giardino di Ninfa, in provincia di Latina, tra i comuni di Norma e Sermoneta. Le rose rampicanti si intrecciano alle rovine; quelle arbustive adornano i ruscelli e i sentieri creati dall'uomo. Grazie al particolare microclima del giardino crescono perfino piante tropicali come l’avocado e i banani. Il nome Ninfa deriva dal tempietto romano dedicato alle Ninfe Naiadi, divinità delle sorgenti, che si trovava nei pressi del giardino.

• 17 aprile 2016

IL MUSEO LABORATORIO DELLA MENTE

Il complesso di Santa Maria della Pietà, oggi sede degli uffici comunali della città di Roma, termina la sua attività come ospedale psichiatrico nel 1999. La struttura fu teatro di violenze fisiche e psicologiche di cui rimane traccia nei registri dell'ospedale, nelle testimonianze dei pazienti e nelle coraggiose iniziative del personale che diede inizio al cambiamento, poco prima del traguardo rappresentato dalla Legge Basaglia per la riforma psichiatrica dell'anno 1978.

• 9 aprile 2016

IL MITREO BARBERINI

Il cosiddetto Mitreo Barberini è un luogo di particolare interesse per lo studio del mondo romano grazie all'eccezionalità dei suoi affreschi che illustrano il mito del dio Mitra. Sono più di venti i mitrei rinvenuti nei sotterranei di Roma, ma nessuno vanta una simile decorazione pittorica. Solo quelli di Marino e Capua possono essere paragonati al Mitreo Barberini per l'estensione e lo stato di conservazione delle loro pitture. L'architettura, gli arredi e le decorazioni, prevalentemente scultoree, dei mitrei italiani ci forniscono una serie di importanti indizi sul mistero del dio Mitra e dei culti a lui dedicati

• 3 aprile 2016

SANTA MARIA ANTIQUA AL FORO ROMANO

Dopo trent'anni riapre al pubblico la chiesa di Santa Maria Antiqua, un monumento di straordinaria importanza per lo studio della storia dell'arte, nascosto tra le rovine del Foro Romano. La chiesa è insieme ospite e protagonista di una mostra dal titolo «Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio», allestita in occasione della riapertura (fino all’11 settembre) per raccontare ai visitatori la storia dell'edificio, nato dall'adattamento di un complesso pagano dell'epoca di Domiziano (81-96 d.C.). Si trattava probabilmente di un vestibolo monumentale, in una posizione strategica di collegamento tra il Foro e il Palazzo Imperiale, dove già Caligola aveva costruito un ampliamento della domus Tiberiana.

• 25 marzo 2016

I GIGANTI DI MONT'E PRAMA

Il 29 marzo del 1974 un gruppo di contadini cinesi intenti a scavare un pozzo d'acqua nella provincia dello Shaanxi si imbatte casualmente nei resti dell'ormai celeberrimo “esercito di terracotta”: oltre seimila sculture di soldati, cavalli, acrobati e cortigiani che vegliano sulla tomba del primo imperatore cinese Qin Shi Huang. Lo stesso marzo del 1974, sulla costa centro-occidentale della Sardegna, nel territorio di Mont'e Prama, che prende il nome da una particolare specie di palma nana, un altro contadino, questa volta nostrano, vede affiorare dei frammenti lapidei dalla terra smossa del suo campo arato.

• 13 marzo 2016

LE NAVI DI CALIGOLA SUL LAGO DI NEMI

Passato alla storia come un despota folle, crudele e perfino sadico, anche grazie alle testimonianze dei suoi contemporanei, tra cui il filosofo Seneca che ne descrive il "pallore ripugnante", l'imperatore romano Caligola (Anzio 12 d.C. – Roma 41 d.C) fu condannato alla cosiddetta damnatio memoriae: ogni traccia del suo potere fu cancellata e il suo ricordo infangato per l'eternità. Caligola perseguì un programma politico e religioso di auto-divinizzazione sul modello dei sovrani orientali. Come i suoi predecessori, portò avanti un'intensa attività di propaganda, di cui troviamo traccia nelle fonti e in ciò che resta delle sue imprese architettoniche.

• 28 febbraio 2016

MARIO E MARISA MERZ AL MACRO

Le opere che raccontano l'attività romana di Marisa e Mario Merz sono in mostra al Macro di via Nizza fino al 12 giugno 2016. La profonda relazione che unisce i due artisti, durata oltre cinquant'anni, è fondata sull'affetto e sulla stima reciproca che hanno permesso a entrambi di sviluppare il proprio lavoro nel confronto con l'altro e nel rispetto delle differenze che caratterizzano la produzione artistica individuale: "Marisa si divideva in Marisa e Mario. Mario si divideva in Mario e Marisa. Straordinaria comunità, dove l'individuazione ha resistito all'individualismo" – scriveva il teorico e critico d'arte Tommaso Trini nel 1975. Marisa Merz, giunta ormai alla soglia dei novant'anni, continua ancora a lavorare e a sperimentare nuove forme e nuove tecniche, come dimostrano gli ultimi lavori su carta presentati al Macro.

• 20 febbraio 2016