Torniamo a visitare le mostre!
Finalmente l’Italia ha riaperto molte delle mostre che erano state chiuse per la pandemia. In tutta la penisola è una gara a tornare dal pubblico che ansioso aspettava. In questi mesi è stato fatto un grande sforzo per rendere fruibili le mostre on line rendendo più piacevole l’isolamento a cui siamo stati costretti. E per tanti di noi questa possibilità è stata un grande sollievo culturale rispetto anche al bombardamento mediatico sul Corona virus necessario sì ma anche ansiogeno e da molti vissuto come una violenza. Poter tornare a vedere una mostra dal vivo è però un’altra cosa. Il rapporto con l’opera di un artista per me è qualcosa di fisico. Potrei fare un paragone con la lettura dei giornali on line, utilissima, che ci fa essere sempre aggiornati con notizie che coprono il mondo intero ma che è differente rispetto alla carta stampata. La fisicità e il contatto con la carta stampata mi inducono a riflessioni meno frettolose, mi piace indulgere e approfondire, non solo sapere le notizie. Non che questo non si possa fare anche con la versione on line ma per me la lettura on line è più di tipo informativo, certamente più veloce e pratica per il lavoro dove in pochi minuti si fanno ricerche approfondite su qualsiasi argomento. Fatta salva l’affidabilità delle fonti, naturalmente. Lo stesso meccanismo vale, nel mio caso, per le mostre. Cerco sempre di andare nei momenti meno affollati per potermi fermare quanto voglio davanti ad un quadro che mi suscita emozioni forti. Mi soffermo sulle pennellate, sui volti, sui colori. E’ come un rapporto personale con l’opera d’arte che non ammette ‘fredde interferenze’.







