ATTUALITA'

L'ANSIA E GLI OVER 65: LE ULTIME RICERCHE

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In un articolo pubblicato dal Corriere della Sera venerdì 16 gennaio ho letto di una ricerca condotta in Canada su un gruppo di studenti, in cui hanno scoperto che le persone che vivono la propria vita in un continuo stato d’ansia sono “mediamente più intelligenti di chi vive in pace con se stesso e tiene a bada le proprie emozioni. L’intelligenza coinvolta è quella linguistico verbale ovvero la capacità di parlare e scrivere con facilità, saper spiegare e convincere, insegnare…”. Beh almeno questa volta hanno scoperto un lato positivo dell’ansia!

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LAVORATORI MATURI PER NECESSITA' O PER SCELTA

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E’ uscito uno studio dell’Osservatorio Active Ageing di Randstad Italia, una delle più importanti società di somministrazione di lavoro interinale, presente in 39 paesi del mondo, in cui si legge tra l’altro: “Cambiano le fasi della vita e del lavoro con le soglie anagrafiche di entrata e uscita dal mondo del lavoro slittate avanti di 10/15 anni. Se a metà del secolo scorso una persona si affacciava al lavoro tra i 15 e i 18 anni per poi uscirne entro i 60, oggi si tende a entrare nel mercato del lavoro tra i 25 e i 30 anni per poi uscirne verso i 65/70. Di fronte a questo processo irreversibile destinato a cambiare in modo permanente le caratteristiche della società, le imprese sono chiamate a progettare interventi per favorire l’invecchiamento attivo, garantendo una buona occupazione ai lavoratori in età adulta”.

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65 PER LAVORARE

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Nel documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) intitolato ‘Strategia e piano d’azione per l’invecchiamento sano in Europa 2012 – 2020’ si propone la prima strategia europea che riunisce gli elementi relativi all’invecchiamento del programma di lavoro dell’Ufficio Regionale Europeo dell’OMS in un insieme coerente, presentandoli sotto forma di quattro aree strategiche d’azione e cinque interventi prioritari, oltre a tre interventi di supporto. Queste aree prioritarie includono tra gli altri, interventi per aiutare le persone a restare attive il più a lungo possibile, anche nel mercato del lavoro.

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LE DONNE E LA PUBBLICITA'

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Chi di noi nel passato non si è sentita offesa dalle tante pubblicità in cui apparivano sui manifesti che tappezzavano le nostre città sempre e solo foto di ragazze giovanissime e molto spogliate? Anche nelle pubblicità delle auto super sportive sono comparse spesso donne bellissime quasi sempre bionde e comodamente sedute su sedili di pelle se non appoggiate al cofano. Oggi invece appaiono spesso donne over 50 non più bionde ma con i capelli grigi. A prima vista sembrerebbe un miracolo: è dunque l’anima che conta? Quello che si è dentro e non l’aspetto esteriore?

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WELFARE E OVER 65

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Il problema del welfare coinvolge ormai paesi come la Danimarca e la Finlandia a cui noi fino ad oggi abbiamo guardato come ad un Eldorado quasi irraggiungibile. Da Stoccolma arriva la notizia che gli abitanti over 65 sono in aumento e sono arrivati a 110.000 su una popolazione della città che è di 900.000 e, pur avendo molti fondi, iniziano a preoccuparsi. Problemi simili in Finlandia dove calano le nascite, la popolazione invecchia e finanziare il welfare comincia a diventare un problema che il governo si sta ponendo. In Italia soprattutto per quanto riguarda la Sanità e la cura della popolazione che invecchia, predomina una lettura molto negativa sia sui giornali che nella valutazione comune della gente. Anche se ci sono molti casi di eccellenza e buona sanità.

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IL RAPPORTO DEL CENSIS: UN NUOVO MODO DI VEDERE IL FUTURO

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E’ stato presentato a Roma pochi giorni fa il 48° Rapporto sulla situazione sociale del Paese. Tra le tante notizie di cambiamenti avvenuti, mi vorrei soffermare sullo stato del welfare dove si parla sì di un ‘notevole costo sociale della longevità’ ma anche delle ‘funzioni economiche e sociali dei longevi’. Questi i dati. “Se si considerano la spesa pubblica per le pensioni, pari in Italia al 61,9% della spesa per prestazioni sociali (il 16,1% in più della media Ue) e l'elevato consumo di sanità pubblica, non può non emergere un notevole costo sociale della longevità. Va sottolineato, però, che 2,7 milioni di persone con 65 anni e oltre svolgono attività lavorativa regolare o in nero; si prendono cura di altre persone anziane non autosufficienti 972.000 ultrasessantacinquenni in modo regolare e 3,7 milioni di tanto in tanto; 3,2 milioni si prendono regolarmente cura dei nipoti e 5,7 milioni lo fanno di tanto in tanto; 1,5 milioni contribuiscono regolarmente con i propri soldi alla famiglia di figli o nipoti e 5,5 milioni lo fanno di tanto in tanto”.

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65 PER RICOMINCIARE - Settimanale online di informazione
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