IL RAPPORTO DEL CENSIS: UN NUOVO MODO DI VEDERE IL FUTURO
E’ stato presentato a Roma pochi giorni fa il 48° Rapporto sulla situazione sociale del Paese. Tra le tante notizie di cambiamenti avvenuti, mi vorrei soffermare sullo stato del welfare dove si parla sì di un ‘notevole costo sociale della longevità’ ma anche delle ‘funzioni economiche e sociali dei longevi’. Questi i dati. “Se si considerano la spesa pubblica per le pensioni, pari in Italia al 61,9% della spesa per prestazioni sociali (il 16,1% in più della media Ue) e l'elevato consumo di sanità pubblica, non può non emergere un notevole costo sociale della longevità. Va sottolineato, però, che 2,7 milioni di persone con 65 anni e oltre svolgono attività lavorativa regolare o in nero; si prendono cura di altre persone anziane non autosufficienti 972.000 ultrasessantacinquenni in modo regolare e 3,7 milioni di tanto in tanto; 3,2 milioni si prendono regolarmente cura dei nipoti e 5,7 milioni lo fanno di tanto in tanto; 1,5 milioni contribuiscono regolarmente con i propri soldi alla famiglia di figli o nipoti e 5,5 milioni lo fanno di tanto in tanto”.
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