Pasqua. Tempo di Pastiera napoletana
Come dice Rita Pane nel suo meraviglioso libro “I sapori del sud - alla riscoperta della cucina mediterranea” “Tradizionalmente, il giorno di Pasqua, preludio alla primavera, la pastiera può essere, pirandellianamente, una, nessuna e centomila. Ogni famiglia ha la sua ricetta, gli ingredienti sono tanti ed è sufficiente che cambi la proporzione di uno di essi perché il sapore sia diverso. “ La storia della pastiera napoletana nasce dalla leggenda, d’epoca romana o addirittura greca, secondo cui Partenope, una sirena, aveva scelto le acque del Golfo di Napoli come luogo di residenza. Ogni giorno incantava la popolazione del luogo con canti melodiosi. Gli abitanti, per ringraziarla, presero l’abitudine di portarle sette doni: farina, simbolo di ricchezza, ricotta, simbolo di abbondanza, uova , simbolo di fertilità, grano cotto nel latte, simbolo di unione tra flora e fauna, agrumi o fiori d’arancia, rappresentativi del loro territorio, spezie e zucchero .Con questi ingredienti, Partenope, realizzò una torta squisita.