Quando il male rende cattivi.
La cattiveria è un ostacolo sconosciuto e pericoloso nei percorsi di cura. Certo, un argomento impegnativo e politicamente scorretto da affrontare. Claudia Sebastiani, collaboratrice di ricerca nella qualità di vita del paziente oncologico, ha avuto l’intuizione clinica di organizzare un incontro su questo spinoso effetto collaterale. L’obiettivo della tavola rotonda, che si terrà a Roma il 12 aprile prossimo, è un’occasione di approfondimento transdisciplinare sul fenomeno della cattiveria nei pazienti complessi, come quelli oncologici. Paolo Marchetti, oncologo, Vittorino Andreoli, psichiatra, Eva Mazzotti, psico-epidemiologa e ricercatrice dell’Università La Sapienza di Roma, Piergiorgio Donatelli, filosofo, Remo Girone, attore, si confronteranno in una riflessione a più voci su questo tema mai indagato e rappresentato compiutamente nelle sue molteplici implicazioni culturali e cliniche. E’ possibile diventare “cattivi” dopo la scoperta della malattia e durante il percorso di cura? Può nascere nella persona un sentimento d’ingiustizia, di rabbia, di frustrazione, di insoddisfazione, di malvagità, di perfidia nei confronti di chi gli sta vicino, parenti, amici, medici….Il “male degli altri” può diventare una sorta di “salvazione” attraverso il dolore altrui? Tutto questo ci porta a riflettere…







