Tra Camogli e Portofino gli spettacolari concerti dell’Abbazia di San Fruttuoso.
Se siete in vacanza in Liguria, tra Camogli e Portofino, non dovete assolutamente perdervi i concerti all’Abbazia di San Fruttuoso, monastero benedettino, covo di pirati, abitazione di pescatori e poi per secoli proprietà dei principi Doria. Qui nelle incantevoli notti d’estate vivrete un momento magico e suggestivo in un luogo unico e irripetibile. L’abbazia millenaria è situata a Capodimonte, in una profonda insenatura della frastagliata costa del Monte di Portofino, un piccolo gioiello che ha una storia molto antica e che è stato generosamente donato al FAI da Frank e Orietta Pogson Doria Pamphilj. La leggenda fa risalire la costruzione al VIII sec., quando Prospero, vescovo di Tarragona, in fuga dalla Spagna invasa dagli Arabi, si rifugiò nella baia e costruì una chiesa dove conservare le reliquie del martire Fruttuoso. Gran parte dell’attuale Abbazia è databile al X – XI sec. quando l’imperatrice Adelaide di Borgogna, vedova di Ottone I, la fece ricostruire. Prestissimo divenne un punto di riferimento e assunse la giurisdizione su tutto il Promontorio di Portofino. A partire dal XIII sec. le sorti di San Fruttuoso si intrecciano con quelle della famiglia Doria, che fece costruire il complesso abbaziale affacciato sul mare con il caratteristico loggiato a due ordini di trifore. Nel 1467 iniziò un periodo di declino per l’Abbazia, successivamente Andrea Doria ed i suoi eredi, avendo ottenuto da Papa Giulio III lo ius patronati su San fruttosio, fecero costruire la Torre, tutt’ora esistente, per difendere il borgo e la sua sorgente di acqua dolce. Dopo altre traversie nel 1885 l’Abbazia divenne la parrocchia del piccolo borgo di pescatori. Nel 1915 un’alluvione provocò il crollo della prima campata della Chiesa e i detriti del torrente in piena formarono la spiaggia antistante il complesso. Nel 1933 la Soprintendenza ai monumenti della Liguria promosse un restauro per ripristinare le trifore originarie della facciata verso il mare. Nel 1983 il complesso fu donato al FAI che eseguì dei primi restauri tra il 1985 e il 1989 che consentirono il recupero dell’assetto originario del Chiostro, dell’Abbazia, delle tombe dei Doria e della Sala Capitolare. Ad oggi sono stati effettuati nuovi importanti interventi che hanno permesso di recuperare l’antico accesso alla chiesa del chiostro inferiore, di una loggia composta di archi in pietra della cupola della chiesa risalenti al IX sec., inoltre è stato allestito il Museo dell’Abbazia, con i reperti archeologici del sito è una foresteria che offre l’esperienza indimenticabile di soggiornare nell’Abbazia di San Fruttuoso.
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