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Pronti per il Natale?

di Sira Sebastianelli

Intanto, vorrei invitarvi a riflettere su un'espressione esortativa genitoriale che ha contraddistinto la vita degli over e che ancora oggi resiste: “fai oggi quello che potresti fare domani!”. Forse, non si è mai stati troppo consapevoli circa il condizionamento mentale che tale suggerimento producesse nella mente di ognuno, quando si doveva scegliere se adempiere o no a un compito non urgente. Tale motto imperativo non ha consentito e non consente, di individuare le priorità e diluire nel tempo le varie incombenze per non sentirsi incalzare dal dovere di adempierle subito. È pur vero che fare tutto e subito dà una sensazione di liberazione, ma ci si è mai chiesto a quale prezzo? L’affanno, la stanchezza di correre sempre, il rimpianto, se non il rimorso di non avere dedicato tempo a se stessi per attività gratificanti e rigeneranti, producono insoddisfazione e ansia che logorano giorno per giorno il corpo e la psiche. Nei periodi che precedono eventi emotivamente coinvolgenti, è molto più facile entrare nella logica dell’espletamento anticipato di compiti per avere più tempo dopo, ma dopo quando? In oriente si usa dire, al contrario dell’occidente, “fai domani quello che potresti fare oggi!”, non per un senso di apatia o disinteresse, ma perché s’impara a discernere le incombenze prioritarie da quelle meno prioritarie e, soprattutto, a non rischiare di anticipare i tempi, al punto di non portare a compimento un intento. Sicuramente gli occidentali non diventeranno orientali, ma è possibile provare a miscelare i due suggerimenti, affinché il tempo non sia vissuto sempre come incalzante, ma come un alleato che agevola la pianificazione degli impegni, per arrivare, così, al nostro 25 dicembre senza affanno, con l’energia sufficiente per affrontare le feste e, come una vera epifania, poterne, finalmente, godere.

Sira Sebastianelli

psicologa-psicoterapeuta

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Scritto da

12 dicembre 2017 (Updated 29 ottobre 2026)

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