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OVINDOLI E LA MONTAGNA

di Giada Martemucci

Ad Ovindoli è infatti possibili passeggiare lungo il percorso del fiume ormai scomparso gustandosi le meravigliose pareti del canyon che si è formato negli anni. A conclusione della passeggiata il punto d’arrivo perfetto alla fonte degli innamorati, bacini di acqua gelida e limpida ottimi per rinfrescarsi dopo tanta fatica. Il più grande regalo che mi ha fatto la montagna di Ovindoli è stato il regalo del silenzio . Un silenzio che aspettavo proprio per scontrarmi con quell’idea di fatica che durante l’anno si accumula bloccandosi proprioo il giorno della partenza per le vacanze. E adesso? La montagna insegna senza possibilità di errore quanto il gusto della fatica sia direttamente proporzionale allo scopo per cui la si compie. Ore e ore di passeggiata fino ad arrivare lì, sulla vetta, quella che scorgi da lontano finchè non sei lì e, anziché volgere lo sguardo verso l’alto, al contraio guardi intorno. E tutt’intorno è solo bellezza. La percezione, l’intuizione della bellezza è l’unico scopo in grado di sostenere il peso della fatica. Un lavoro svolto in virtù di una grande promessa che è e deve essere mantenuta così da sostenere il peso dei dubbi, della limitatezza di ciascuno, della stanchezza e della rabbia. Una palestra della routine e del lavoro. Ecco cosa rappresenta la montagna. Il lavoro sostenuto dalla promessa di una bellezza incomparabile. Al ritorno, ricominciare qui, alla scrivania, è solo memoria.

Giada Martemucci 6 settembre 2016

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2 settembre 2016 (Updated 29 ottobre 2026)

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