In una Milano irriconoscibileUna città lacerata, attraversata da bande che la assediano, la «tengono in scacco»: «le vie cittadine sono ridotte a giungle di sterpi interrotte da cumuli di calcinacci». Gli scambi economici sono tornati al baratto, il petrolio e l’energia elettrica scarseggiano. Chiudono i giornali, le fabbriche, le università. Alcuni ex professori sono rinchiusi nel caveau di una vecchia banca, diventata anche la prigione di un illustre economista; a Roma il clero si è trasformato nella più feroce delle bande. Sotto un cielo «grigio intonaco», il protagonista riprende il filo di una sua appassionata storia d’amore con una ragazza incontrata in un bistrot a Parigi. Si chiama Chantal, “la mia fiaba personale.”. Il rapporto con Chantal, che diverrà sua moglie fa da terreno per una delle domande fondamentali che emerge nel romanzo: che cosa diventa la vita degli altri – gli altri che ci erano accanto – senza di noi? Quali strade prende? «Basta un passo falso ed eccoci dentro il precipizio». I personaggi di questo lunghissimo romanzo vivono trascinati dal desiderio e cercano l’impossibile. «I dolori sono più gravi ma più facili da sopportare, nelle cose grosse ci si sbriga più facilmente che in quelle piccole»
GIADA MARTEMUCCI 30 AGOSTO 2016