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IL TIMBALLO DEL PRINCIPE

di Ascania Baldasseroni

Il titolo ha origine dallo stemma di famiglia dei Tomasi di Lampedusa e l’autore commenta il Gattopardo nel romanzo stesso: “Noi fummo i Gattopardi, i Leoni, quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra. Come ogni anno, da generazioni, tradizione vuole che il Principe e la sua famiglia vada a trascorrere le vacanze estive nel suo feudo di Donnafugata. Le carrozze impolverate traversano tutta la Sicilia per arrivare, dopo giorni di viaggio, al Palazzo di Donna fugata. Il Palazzo come ogni anno, è tirato a lustro, gli argenti sono lucidati per il grande pranzo dove sono invitati i dignitari locali, gli amici di sempre e ribadire così il potere immutato del Principe e della sua casata.
Quella sera nella grande sala da pranzo, i posti erano assegnati con la stessa cura di sempre, una stretta etichetta che si ripeteva da generazioni. Ma stasera era inclusa Angelica, in sostituzione della moglie di un notabile del luogo. Il notabile in questione si presenta con un frac, spiegazzato e troppo corto, provocando risatine di scherno fra i figli del Principe. Ma poi appare Angelica, dalla bellezza prorompente, poco raffinata ma assai conturbante e tutti gli occhi sono per lei, per la sua spontaneità di popolana e per la sua bellezza incredibile ed inquietante.
Inizia il pranzo e le candele illuminano la tavola sontuosa. I camerieri dalle livree lise e con i capelli incipriati trasportano a fatica un immenso timballo di maccheroni che così Tomasi di Lampedusa descrive magistralmente nel suo libro: ”L’oro brunito dell’involucro, la fragranza di zucchero e cannella che ne emanava non era che il preludio della sensazione di delizie che si sprigionava dall’interno quando il coltello squarciava la crosta: ne erompeva dapprima un fumo carico di aromi e si scorgevano poi i fegatini di pollo, le ovette dure, le sfilettature di prosciutto, di pollo e di tartufo nella massa caldissima dei maccheroni, cui l’estratto di carne conferiva un prezioso color camoscio. Cosa c’è di più sensuale di un pranzo cosi? La Rochefoucoult dice: “Mangiare è una necessità, mangiare intelligentemente è un’arte.

Ascania Baldasseroni
31 marzo 2015

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25 marzo 2015 (Updated 29 ottobre 2026)

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