Ogni anno è diverso dagli altri e, piuttosto che pensare a una transitoria volubilità nella scelta di un vestito, potrebbe essere utile soffermarsi ad ascoltare le sensazioni che provengono dal profondo. L’ascolto di sé consente di essere più consapevoli del momento che si sta vivendo e comprendere ciò di cui si può avere bisogno, piuttosto che imporre a se stessi delle scelte incongrue. Anche da un abito, possiamo cogliere il senso di un disagio che sottotraccia attraversa la vita, nonostante sia su misura per il corpo, ma non per la psiche. I colori, inoltre, sono importanti perché un abito incontri il favore o meno della scelta, ma ancor di più è entrarci, come se fosse una seconda pelle, che ha il compito di proteggere, di filtrare e di comunicare con il mondo. Un detto popolare recita che l’abito non fa il monaco, ed è vero, ma più per se stessi che per gli altri, perché significherebbe mentire e convincersi di essere ciò che non si è, indossando una maschera che nasconde la vera essenza della propria anima.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta