I tempi di recupero da qualunque patologia sono sempre individuali, quindi non bisogna considerare parametri troppo generici che non possono includere i singoli casi. Le energie si recuperano molto lentamente e non è necessario mettersi alla prova se non c’è la percezione di avere la forza adeguata, perché questo produrrebbe dispendio di energia inutile, che potrebbe solo allungare i tempi di ricarica. Psiche-corpo sono connessi e interconnessi, possono influenzarsi a vicenda se non ci si mette in ascolto di sé, aspettando, senza fretta, la ripresa dell’organismo che pian piano si mette in moto. Si vive in una società che richiama costantemente all’attività produttiva, inducendo la sensazione di dover essere sempre nel fare, ma concedersi sapientemente il proprio tempo può anche significare la scelta della strada, che solo gli over possono percorrere, della saggia attesa. L’attesa è una virtù che richiede pazienza, ma anche fiducia nelle proprie capacità e possibilità di uscire, dopo momenti bui, a riveder le stelle.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta