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SGUARDI

di Sira Sebastianelli

La verbosità non è over, diventa anche faticosa per molti che prediligono il contatto diretto con l’altro attraverso gli occhi dell’anima: sguardi lucidati da lacrime furtive  contenenti tante parole liquide, che scivolano via, insieme a umidi pensieri o sguardi  intrisi di  antiche parole, ancora da tradurre.   Nello sguardo over c’è la consapevolezza di una vita trascorsa  a inseguire il primo sguardo materno incontrato nel venire al mondo, che ha accompagnato i momenti allegri, tristi, gioiosi o malinconici della vita, impossibile, però, da ritrovare fuori di sé, ma solo da evocare dentro di sé.   Importante è avere sempre di fronte a se stessi qualcuno con cui poter scambiare sguardi d'intesa e di complicità nella reciproca ricerca dell’altro e comunicare, senza bisogno di emoticon, le proprie emozioni.

 

Sira Sebastianelli

psicologa-psicoterapeuta

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Scritto da

17 maggio 2018 (Updated 29 ottobre 2026)

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