L’intento di diventare giardinieri di se stessi sarebbe funzionale alla cura, alla concimazione e alla pulizia dei rami secchi o delle erbe infestanti del giardino interno, per far sbocciare risorse sempre nuove e rinnovate nella propria esistenza. L’autonomia che si acquisisce nel saper coltivare la propria interiorità, come un giardino, diventa una garanzia per saper affrontare qualunque difficoltà che il futuro può riservare. Giardino, come luogo sicuro dove trovare rifugio nei momenti di sconforto o nei momenti in cui è piacevole ritrovarsi e rigenerarsi, come aiuola dell’anima dove non c’è bisogno di scrivere non calpestare i fiori, perché è abitato solo dal proprio giardiniere.
“Cosa saremmo, senza i nostri fiori favolosi?”, domanda che si poneva la scrittrice e poetessa inglese Vita Sachville-West nel suo bellissimo Il Giardino, e che dovremmo porci ogni giorno tutti noi.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta