Una massima tibetana recita: “Quando c'è una meta, anche il deserto diventa strada” che, per quanto paradossale perché il deserto non ha strade tracciate, esemplifica la potenza dell’intento, che se si prefigge di raggiungere un obiettivo, materiale o spirituale, non si perde mai. Il deserto è una efficace metafora del disorientamento che l’essere umano percepisce nelle difficoltà, ma se la grande distesa di sabbia si attraversa con tenacia, conduce alla meta desiderata. La meta, però, non è un punto di arrivo, ma un progetto che traina la vita verso nuove esplorazioni e scoperte.
Proviamo, quindi, a rendere progettuali sia il Natale e sia il nuovo Anno, andando oltre i buoni propositi e le speranze di cambiamento, affinché ci si possa sentire pronti e affermare come recita il testo della canzone: “L’anno che sta arrivando tra un anno passerà, io mi sto preparando, è questa la novità”.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta