Vero è che ci sono over che giocano a carte, a bocce, a scacchi, ma dov’è il gioco senza regole, il gioco del puro divertimento, il gioco dell’improvviso bisogno di stemperare la vita? Qualche giorno fa mi è capitato di notare tre adulti che giocavano in un cortile con delle piccole racchette, intenti a scambiarsi una pallina senza farla cadere, si divertivano, si muovevano per quanto potevano, senza pensare alla loro età, al loro ruolo nella società e a cosa avrebbero pensato gli altri. Il gioco come ingrediente della vita, che si dimentica di usare, perché non più disponibile nella dispensa della memoria, piena ormai di giochi virtuali e di doveri reali, forse andrebbe riconsiderato, per poter ogni tanto chiedere: giochiamo?
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta