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LA CHIAVE DELLA MEMORIA

di Sira Sebastianelli

Le emozioni sono certamente fattori che favoriscono il ricordo duraturo o la dimenticanza,  per esempio, quando  meccanismi difensivi   arginano ricordi che, se fossero coscienti, potrebbero indurre profondi malesseri, oppure quando l’esperienza vissuta è tale per cui non si può e non si deve dimenticare. Il confine  della memoria  è attraversato continuamente da materiale che è  immagazzinato per essere rievocato con facilità o  faticosamente, l’amnesia a volte è un limbo in cui decantano ricordi,  che ristagnano, prima di sbloccarsi e tornare fuori o rimanere dentro, seguendo  percorsi psichici  complessi.   Nel mondo ci sono persone che vivono  agli estremi opposti della memoria,   chi ricorda tutto e chi dimentica tutto,  una  funzione che esclude l’altra, producendo sofferenza oltre a invalidare fortemente la loro vita di relazione.  La mitica dea della memoria Mnemosine, custode della mente e del pensiero,   generò le nove  Muse, divinità legate alle arti e alle scienze,  quindi madre della creatività in tutte le sue declinazioni, quasi a suggerire che la chiave della memoria si trova nel multifattoriale pensiero creativo,  per   accedere   allo scrigno,   senza preconcetti o pregiudizi,  e discernere tra ciò che è importante ricordare e ciò che è utile dimenticare.

 

Sira Sebastianelli

psicologa-psicoterapeuta

    

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Scritto da

28 novembre 2018 (Updated 29 ottobre 2026)

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