Mi sono fermata al convegno “Una seconda vita all’acqua per la ricchezza alimentare” dove sono rimasta colpita dal contributo della prof.ssa Maria Pia Rigobello dell’Università di Padova che ha spiegato l’importanza e la funzione di questo fondamentale elemento. La professoressa ha aperto il suo intervento ricordando che tutti gli esseri viventi, terrestri e marini hanno bisogno di acqua, dentro le cellule abbiamo acqua e fuori abbiamo acqua e il nostro nutrimento arriva attraverso l’acqua. Gli uomini sono più ricchi di acqua delle donne. Un uomo che pesa 70 chili è fatto di acqua da un 50 a un 70% che, tradotto in chili, equivale a 50kg. Invece una donna di circa 60 chili non ne ha più del 50-55% perché ha più massa grassa di un uomo. Nella sua vita un uomo “introita” 25.000 litri di acqua, anche se durante la vita attraversa fasi diverse. Un neonato è molto ricco di acqua ma, come l’anziano, va spesso incontro ad disidratazione. Circa il 66% dell’acqua corporea è intracellulare e soltanto 14 litri sono al di fuori delle nostre cellule.
L’acqua è fondamentale per la nutrizione umana, fornisce elementi naturali importanti. In un bicchiere d’acqua ci sono almeno 40 elementi minerali tra cui sodio, potassio, ma anche calcio e magnesio, inoltre provvede a una corretta idratazione. Nel nostro corpo l’acqua transita in entrata e in uscita. Per il primo processo non pensiamo solo all’acqua da bere ma anche a quella contenuta negli alimenti. Abbiamo bisogno ogni giorno di due litri di acqua al giorno e parte di questa arriva da frutta e verdure; il pomodoro per esempio è costituito al 94% ma, per parlare di frutti di stagione, ci sono i peperoni che ne contengono il 93% , l’anguria il 92% ma anche fragole e ciliegie. Inoltre come organismi viventi siamo capaci di riciclarla e la produciamo dai lipidi, dai carboidrati e dalle proteine. Noi ci ‘balocchiamo’ con 8 litri di acqua al giorno: succhi gastrici, intestinali e anche la saliva. Pensate a quanta saliva produciamo in un giorno che poi viene inghiottita e riciclata! Ma vediamo quali sono le “vie d’uscita”: urine, feci ma anche polmoni e cute attraverso la traspirazione. I problemi di uno sbilancio idrico sono più facili negli anziani che non hanno più il senso della sete per problemi neuronali. Dobbiamo bere circa un litro e mezzo o due al giorno, non di più e ricordiamoci che l’acqua non serve a dimagrire ma è un nutrimento.
Anita D'Asaro
12 maggio 2015