La cartella poteva essere alleggerita dal peso dei libri perché se ne divideva il carico e se ne condivideva la lettura. Oggi, il popolo studentesco si confronta con il cerchio magico che lo protegge e lo contiene, da cui non si può uscire e nessuno può entrare, ma, se da una parte è salvifico, dall’altra produce un vuoto. Il gel e la mascherina occupano il posto sul banco, in attesa che qualcosa cambi, affinché si ritorni a percepire il calore della spalla che si sfiora mentre la scuola prepara alla vita, tra un prestarsi una penna, un quaderno o un libro.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta