Una scelta, una necessità, un bisogno di difendersi dalla vita, un tributo alla sua creatività, alla solitudine abitata dall’amore per l’amore, idealizzato e impossibile. In questi giorni spesso ho pensato a Emily, una donna che nella sua reclusione volontaria ha abitato la vita nelle sue sfaccettature, pur rimanendo nella sua stanza. Oggi, il destino comune a tutti gli esseri umani è quello di ritirarsi dalla vita sociale per entrare in quella più intima, all’interno della stanza interiore dove è possibile ascoltare il canto della propria anima per, come scrive la Dickinson, scacciare la tenebra.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta
www.sirasebastianelli.it