Anche l’over è dotato di resilienza, ed è utile richiamarla a sé per riuscire ad attivare tutte le risorse utili per trovare una condizione mentale e psicologica necessaria a non lasciarsi andare al senso di inutilità del recupero. La metafora del terremoto usata all’inizio di questo articolo può rendere l’idea di come un over possa sentirsi destabilizzare nelle sue certezze, all’improvviso, risucchiato dentro quella spaccatura dalla quale però può aver modo di vedere il mondo in un’altra prospettiva e prendere spunto per cambiare qualcosa, per avviare un modo nuovo di vivere la vita, con la fiducia di poter tornare alla mobilità del corpo e dell’anima.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta