Euforia come desiderio di andare oltre il tempo e lo spazio, come voler ribadire la propria esistenza, l’essere visibile a tutti i costi, per compensare l’invisibilità dei numerosi giorni di vita trascorsi nell’ombra. Energia euforica che si esprime con la forza dirompente della spinta alla partecipazione ravvicinata, per confermare il diritto del proprio territorio che il proprio corpo definisce e circoscrive. Sensazioni euforiche che pescano come reti nel mare tutte le assenze e le mancanze vissute nei mesi scorsi per riempire la svuotata dispensa della psiche, nella paura dell’ imponderabile che, se prima era una possibilità, oggi è una certezza.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta