Il dubbio, spesso, si confonde con la ricerca di una scelta che abbia una valenza forzatamente positiva, per cui tra essere e non essere bisogna convincersi che sia giusto essere. Nell’intenzione di Shakespeare, probabilmente, non c’era nessun intento di arrivare a una certezza, perché la riflessione aveva il compito di stimolare pensieri utili ad ampliare gli orizzonti della conoscenza. Oggi, una possibilità per non rimanere impantanati nella palude della scelta, è quella di ipotizzare una soluzione diversa, più consona alla necessità del momento piuttosto che alla necessità di essere fedeli a schemi precostituiti dalla ripetizione di abitudini consolidate. Quando una nuova realtà si palesa davanti a ognuno di noi, è necessario guardarla con lenti nuove, affinché sia possibile tracciare nuove rotte da seguire, alla ricerca di nuovi approdi, consapevoli che la realtà è cambiata e noi con essa.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta