Passa al contenuto

A tavola con psiche

di Sira Sebastianelli

Ognuno dovrebbe essere chef di se stesso, imparando ad ascoltarsi per  nutrire la psiche e sostenerla nel difficile compito di accompagnare la vita anche del corpo. La psiche e il corpo sono indissolubilmente uniti, hanno bisogno l’uno dell’altra, ma per quanto è più facile percepire lo stimolo della fame del corpo, difficile è percepire la fame della psiche. Tant’è che spesso è denutrita, perché non è facile, specialmente per un over, soddisfare il bisogno della psiche di  arte, di musica, di  libri, di passeggiate nella natura e  di  relazioni amicali. Per capire se l’alimentazione del corpo è equilibrata, si suggerisce di ricorrere ai colori, come il rosso, l’arancione, il viola, il bianco o il verde, che dovrebbero corrispondere a determinati cibi,  perché,  allora, non proporre  anche per la psiche lo stesso ventaglio di colori per avere la percezione che la si sta nutrendo bene?  Per esempio, il verde potrebbe essere  passeggiare nella natura, il rosso  dare spazio alle emozioni, l’arancione   l’eccitazione della musica, il viola  la creatività dell’arte, il bianco le relazioni amicali, creando così gli ingredienti per avere una pietanza equilibrata e soddisfare la fame della Psiche, per   invitarla a cena senza sorprese!

 

Sira Sebastianelli

psicologa-psicoterapeuta

Archivio

Scritto da

26 settembre 2018 (Updated 29 ottobre 2026)

Archivio