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WELFARE E OVER 65

di Anita D'Asaro

Ma sentiamo il racconto di un’esperienza concreta di cui ci parla Federico F. “Mia madre è stata costretta a letto per alcuni anni senza mai potersi alzare e nutrita tramite peg. È stata un' assistenza lunga e difficile per me e per mia sorella. Devo dire però che le leggi e le strutture pensate per casi come questo dallo Stato italiano sono ottime. Si può discutere su vari aspetti della loro applicazione. Prima di tutto bisogna dire che viene fornito tutto quello di cui il paziente ha bisogno: dalle medicine, all'alimentazione, a tutti i materiali necessari (ossigeno, garze, traverse, guanti sterili etc). Il medico di famiglia veniva a visitare mia madre una volta alla settimana; c'era poi l'infermiere del servizio domiciliare che veniva secondo le necessità e per alcuni periodi, anche tutti i giorni. Quando era necessario intervenivano gli specialisti. L'alimentazione fornita dalla Asl, veniva decisa e controllata da un reparto ospedaliero. Avendo bisogno di un’ assistenza ventiquattro ore al giorno, riceveva anche l'assegno di accompagno. Di contro sono molto farraginose e ancora del tutto cartacee le pratiche per far funzionare questo meccanismo. Per ogni richiesta che vale sempre e soltanto per un singolo aspetto e per un periodo breve e determinato, bisogna sempre andare di persona, anche più volte negli uffici competenti. E l'emergenza, come per esempio una visita urgente di un cardiologo, rientra nell'emergenza generale cioè bisogna chiamare il 118 e andare al pronto soccorso anche se potrebbe essere risolta in tempi più brevi, senza ricovero e con una singola visita. Lo sforzo dello Stato è comunque molto rilevante e potrebbe ottenere risultati sicuramente migliori se venisse sostenuto da un sistema burocratico amministrativo più tecnologico”.

Anita D'Asaro
23 dicembre 2014

 

 

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22 dicembre 2014 (Updated 29 ottobre 2026)

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