Ne emerge in realtà un quadro di forte solidarietà sociale.
Ma il Censis individua anche un nuovo e positivo modo di interpretare il fortissimo aumento della domanda di cure, trattamenti e soprattutto assistenza integrata sia di tipo familiare che in strutture specializzate, avvenuto negli ultimi anni. Si parla così di ‘long term care’. In Italia infatti gli anziani sottoposti ad assistenza domiciliare integrata sono passati dal 2,1% della popolazione anziana nel 2000 al 4,3% del 2012.
Secondo il Censis, “trovare risposte alla richiesta crescente di cure e assistenza rappresenta un’opportunità di sviluppo per il futuro”. Viene chiamata ‘white economy’ e si riferisce in primis all’offerta di cure mediche, alla diagnostica e all’assistenza professionale domiciliare o in strutture per persone disabili, anziane o malate. Un settore in forte espansione soprattutto per quanto riguarda il lavoro che avrà un notevole impatto sull’occupazione.
In questo quadro in cui quello che comunemente viene considerato un problema e cioè la cura degli anziani e dei disabili, diventa un ‘comparto in espansione’, il rapporto del Censis però non dimentica il mondo dell’assistenza non qualificata, quello delle badanti e dell’assistenza domiciliare che pur essendo in espansione, ha un grado di professionalità non elevato con costi tutti a carico dei privati.
Le stime sulla presenza dei lavoratori chiamati ‘care workers’ è di circa poco meno di un milione dei quali il 72% stranieri e, considerando che questi numeri sono destinati a crescere, il Rapporto ritiene questa una dinamica che può essere trasformata in un’opportunità di sviluppo.
Rispetto al passato, questa è veramente un’ottica nuova.
Anita D'Asaro
9 dicembre 2014