Ma l’amore per gli animali è soltanto qualcosa in più e non sostituisce la grande pietà che tutti noi proviamo per le vittime del sisma. I cani ci conquistano con la totale fiducia che hanno verso di noi, fiducia e affetto assoluti senza fini diversi che li rendono ai nostri occhi totalmente dipendenti da noi. Aspettano dietro la porta di casa il nostro ritorno e lì sono guaiti, pianti e salti per dimostrare la loro gioia per il padrone che è tornato. E poi vogliono stare con noi, giocare con noi, avere la nostra totale attenzione, le nostre carezze, i nostri grattini. Mio marito, se per caso la domenica siamo a Roma, non resiste alla tentazione di portare la nostra cagnolina al Bau Beach di Maccarese, vero e proprio paradiso per cani molto amati. Già all’entrata via subito il guinzaglio e in dotazione per il cane c’è una ciotola di acqua e un mini ombrellone per dare loro una zona di ombra. Intorno sparse sulla spiaggia diverse palle per giocare. Naturalmente al padrone vengono dati dei sacchetti per raccogliere gli eventuali bisogni. I cani girano liberi e felici da soli o in gruppo e, stranamente, non ci sono risse. La nostra spesso si allontana per inseguire la palla tirata da un altro padrone al proprio cane e si aggrega subito ai gruppi che si lanciano in acqua a riprendere la palla. Ma il clou della giornata è quando Federico fa il bagno con lei, giocano all'inizio tra le onde che si frangono a riva; dopo un po' va a nuotare nell’acqua più alta e lei lo segue nuotando attaccata al suo ‘papà’. Poi tornano a riva e, senza stancarsi, lui le tira la palla in acqua e lei va a riprenderla. Non si sa chi dei due sia più felice. A volte penso che per me non farebbe mai uno sforzo simile. Lui che di domenica affronta il traffico, il caldo e la lunga ricerca del parcheggio senza battere ciglio e poi quando torna a casa non parla d’altro: hai visto come mi stava vicino dentro l’acqua, come era veloce nel prendere la palla, come si è buttata subito appena arrivata… E’ diventato matto? No, vuole solo bene al suo cane. Come me. Come tanti.
Anita D'Asaro 6 settembre 2016