E quando è arrivata mia figlia, ho scoperto che ce la potevo fare. Sono stata anche fortunata perché ho avuto l’aiuto di mia madre e di mia suocera soprattutto nei primi anni. Allora c’era posto negli asili che facevano anche orari più lunghi per mamme lavoratrici e poi ha funzionato molto una grande rete di aiuto tra mamme che, a turno, prendevano tre , quattro bambine a scuola e le facevano stare insieme il pomeriggio. Sensi di colpa? Tanti ma sempre meno perché ero una mamma soddisfatta e felice di stare con mia figlia per tutto il tempo possibile. E poi quel lavoro per me significava l’indipendenza, un concetto che è stato basilare nella mia filosofia di vita. Conosco molte altre donne che hanno fatto come me e anche di più impegnandosi in lavori onerosi come orari e responsabilità e facendo due o tre figli. Credo che ormai sia finita l’epoca in cui dallo studio al lavoro le donne sono relegate a settori minori, sempre più spesso occupano posti da ‘tecnico’, diventano avvocati, general manager, amministratori delegati o entrano in politica. Mi hanno colpito molto le parole di Hillary Clinton la sera della sua nomination con un’apparizione a sorpresa, in diretta da New York, in cui in compagnia di un gruppo di giovani ragazze, ha dato questo messaggio : «Io forse diventerò la prima presidente degli Stati Uniti, ma una di voi sarà la prossima».
Anita D'Asaro 30 agosto 2016