Passa al contenuto

Longevity 2.0

di Anita D'Asaro

Poi è intervenuto Stephen Johnston co fondatore di Aging2.0 che si è collegato dall’Australia dove è nata questa piattaforma di innovazione globale che si occupa di invecchiamento  e cura degli anziani. Ripensare l’ageing, rimuovere un mindset vecchio, creando nuove opportunità agli over 65 e iniziando il grande cambiamento partendo dall’innovazione. Attraverso la piattaforma, colmando il digital divide si potrà intervenire anzitutto sulla salute aiutando coloro che stanno male, ridurre l’isolamento di chi ha qualche disabilità e lavorare su problemi concreti come il caregiving, la mobilità. Ma non si tratta soltanto di salute, bisogna cominciare a considerare questo un vero e proprio mercato, una opportunità che apre anche a nuove possibilità di lavoro.

Nicoletta Boldrini l’ha chiamato un silver tsunami causato dall’industria tecnologica. Già oggi ci sono diverse tecnologie avanzate che portano giovamento alla qualità della vita degli anziani e, allo stesso tempo, creano un mercato. Un esempio sono i robot di casa, diffusi in Giappone paese dove il contatto fisico non è molto amato. Qui il trend della robotica di assistenza è molto diffuso, si chiama Pepper e riconosce i visi e le emozioni umane di base. Alcuni studi hanno dimostrato che gli anziani soli che sono entrati in contatto con Pepper sono rimasti molto contenti. Esistono poi tutti i dispositivi indossabili che, oltre allo sport, possono essere utilizzati per monitorare i parametri vitali delle persone e servire per la medicina a distanza. Il tema della telemedicina è molto importante perché fa raggiungere persone isolate. Lo dicono i dati. Prima del Covid valeva 60 miliardi nel mondo, oggi ne vale 600.

Forse è davvero il caso di cambiare il nostro mindset.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Archivio

Scritto da

28 maggio 2021 (Updated 29 ottobre 2026)

Archivio