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Gino Galli, la riscoperta di un pittore.

di Anita D'Asaro

Si tratta dunque della riscoperta di un protagonista controverso, ma di primo piano, dell’arte del Novecento, di cui sono presentati circa cinquanta dipinti – dagli esordi prefuturisti agli anni Quaranta - provenienti da collezioni private ad eccezione di tre opere (una dalla Galleria Nazionale d’arte Moderna e Contemporanea e due dalla Fondazione Brescia Musei) unitamente a documenti originali. Tutti materiali inediti, salvo rare eccezioni.

La mostra - di impianto scientifico, ma con suggestivi elementi di narrazione - affronta anche il nodo della “sparizione” di Galli dopo un esordio folgorante che lo vide protagonista di primo piano nei ranghi dell’avanguardia futurista. Viene infatti esposta anche la sua produzione degli anni Venti, Trenta e Quaranta, durante i quali l’artista aderirà agli stilemi del Ritorno all’ordine e soprattutto a un Realismo magico carico di simbologie, dando vita a opere – ritratti, paesaggi, nature morte – di grande originalità e intenso cromatismo.

 

Specifica del pittore anche la produzione di quadri di soggetto erotico, eccezionalmente di grandi dimensioni (cosa rara nella storia dell’arte), di cui si presenteranno alcuni esemplari. Tra questi un dipinto miracolosamente sopravvissuto fino a oggi grazie a un ultradecennale occultamento in una cantina: un ritratto di un giovane in camicia nera in un esplicito gesto di autoerotismo, databile 1920-1921 circa. 

 

 

 

 

 

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12 marzo 2023 (Updated 29 ottobre 2026)

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