Chiedo con curiosità alla dott.sa Andreoni perché ha scelto come specialità anestesia e rianimazione e lei mi racconta che all’Università l’esame che le era piaciuto di più era stato Fisiologia perché spiega come funziona l’organismo, le funzioni del corpo, come funzionano gli organi, i muscoli, il cuore, l’apparato circolatorio e quello respiratorio. L’anestesista entra negli equilibri del corpo quando attacca il paziente ad una macchina per la respirazione e, per intervenire, deve sapere bene come funziona quel corpo. Le chiedo ancora se è stato facile trovare lavoro.
“Sì, perché è un lavoro difficile e impegnativo. In sala operatoria il nostro è un servizio: fai in modo che l’intervento chirurgico abbia luogo. Il paziente lo conosci solo per un brevissimo momento. In ogni ospedale c’è sempre un anestesista rianimatore, anche di notte. Abbiamo una grande responsabilità perché attacchiamo i pazienti a macchine per sopravvivere e ci occupiamo del loro benessere durante l’intervento chirurgico; per questo eseguiamo controlli continui. In Italia nelle terapie intensive i medici sono sempre anestesisti rianimatori. Lavoriamo frequentemente anche durante il fine settimana. Per me la gratificazione è quella personale di aver fatto un buon lavoro.”