TORINO: ARTISSIMA E NON SOLO
La città di Torino è reduce da un lungo weekend di eventi, primi fra tuti il giovanissimo festival di musical elettronica e naturalmente Artissima. La fiera – la più importante d'Italia –raggiunge numeri da capogiro: 207 gallerie da 35 Paesi, con un'alta percentuale di espositori stranieri. Quest'anno ha inaugurato anche un progetto d'eccezione, ospitato all'interno della fiera nello spazio dell'Oval con i suoi 20mila mq di estensione in zona Lingotto. Ma la città esplode di vitalità anche grazie alle numerose iniziative pubbliche e private che non si concludono insieme ad Artissima. Turisti e Torinesi potranno ancora godere della ricca offerta culturale del capoluogo piemontese, almeno per tutto il 2015.
Luci d'Artista, giunto alla XVIII edizione, illumina le strade e le piazze della città con 20 installazioni d'autore. Altro che decorazioni natalizie: parole al neon, costellazioni e panchine interattive richiamano l'attenzione di ogni passante nelle ore notturne. Novità di quest'anno è Migrazione (Climate change) dell’artista torinese Piero Gilardi, direttore artistico del PAV–Parco d'Arte Vivente. Uno stormo di 14 pellicani, le cui sagome luminose sono sospese all’interno della Galleria Subalpina, migrano alla ricerca di luoghi più ospitali a causa del riscaldamento globale.
Da non perdere la personale di Christian Boltanski alla Fondazione Merz. DOPO si sviluppa come una grande istallazione site-specific nello spazio dell'ex centrale termica delle Officine Lancia, ora sede della Fondazione. Boltanski indaga il tempo della vita umana con un "esercizio costante di sottrazione alla dimenticanza" (Claudia Gioia, curatrice della mostra). Volti e occhi di sconosciuti affiorano dalle fotografie che l'artista stampa su tessuto, sospende al soffitto e mette in moto nello spazio lungo un percorso di nastri trasportatori. Una platea assisa ci applaude come star al piano inferiore, invertendo per un istante i rispettivi ruoli di spettatori e protagonisti. Infine, la visione di un archivio dimenticato e ancora sepolto sotto il cellophan ci invita a riattivare la memoria storica e individuale per scoprirne gli infiniti rimandi al presente.
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta la prima personale italiana dell'artista argentino Adrián Villar Rojas. Rinascimento è una nuova grande produzione concepita ad hoc dall’artista per gli spazi della Fondazione. L'installazione monumentale trasforma sensibilmente lo spazio, dando vita a uno scenario insieme preistorico e avveniristico. Il carattere effimero del lavoro di Villar Rojas è qui evidente nell’impiego di materiale organico, vegetale e animale, destinato presto alla decomposizione e alla rimozione per ragioni di salute e igiene. Pesci imbalsamati e frutta marcia si fondono a minerali, fossili e reperti archeologici, generando strani ibridi in un'atmosfera lunare che ciascuno esplora con estrema libertà. La Galleria d'Arte Moderna della città, oltre alla frequentatissima mostra su Monet con dipinti del Musée d'Orsay, presenta anche Tuttovero, una mostra a cura di Francesco Bonami che riunisce diverse opere delle collezioni torinesi dal 1815 a oggi. All'interno del progetto Wunderkammer, Elena Lydia Scipioni introduce i lavori su carta di Luca Pignatelli (Milano, 1962). Il titolo della mostra, Blue Note, si riferisce alla musica jazz e alla sua libertà espressiva.
Nell'opera Standard, i titoli di copertine di vinili sono trascritti su fotocopie di fotografie d'archivio che costituiscono il repertorio d'immagini dell'artista. I suoi treni pop, simbolo di libertà su un percorso predefinito, dialogano con Cosmografia, dove il segno dell'artista, tracciato con il gesso su carta color grafite, appare indefinito e quasi improvvisato.
Giovanna Fazzuoli
10 novembre 2015

