IL MUSEO CARLO BILOTTI A VILLA BORGHESE

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Nel cuore della città di Roma, il grande Parco di Villa Borghese accoglie opere di illustri artisti d'ogni tempo. Il nucleo più antico della villa, di proprietà della nobile famiglia dal 1580, fu ampliato nel primo Seicento dal cardinale Scipione Borghese che la trasformò in lussureggiante "villa di delizie." Fu però Marcantonio IV a intervenire in maniera consistente sul parco e sui principali edifici, tra cui il Casino nobile, che ospita la Galleria Borghese, e l'Aranciera, già Casino dei Giuochi d'acqua, ora sede del Museo Carlo Bilotti. Il "Casino", vicino allo spettacolare Giardino del Lago, fu decorato da artisti di grande fama e guadagnò l'appellativo "dei Giuochi d'Acqua" per la sua funzione ludica, come sede di eventi e feste di cui rimane traccia nelle cronache del tempo.

Caduto in disgrazia per gli scontri che portarono alla fine della Repubblica Romana nel 1849, fu ricostruito molto sommariamente e adibito ad Aranciera. Nei primi del Novecento, quando lo Stato acquistò il complesso per poi cederlo al Comune di Roma, il vecchio Casino ospitò vari uffici, abitazioni e perfino un istituto religioso; ma la sua riconversione in Museo ha permesso di recuperarne alcuni ambienti originari e ricostruirne la storia per restituirlo infine alla fruizione pubblica, con la donazione di Carlo Bilotti. Imprenditore internazionale e collezionista d'arte, scomparso nel novembre 2006, Bilotti era amico di molti artisti a cui spesso commissionava opere per la sua collezione. Si tratta di nomi più che noti tra cui de Chirico, Warhol, Lichtenstein, Dalì, Rotella e altri ancora. Alcuni ritratti testimoniano questi rapporti: un'opera di Andy Warhol che ritrae Tina e Lisa Bilotti, moglie e figlia di Carlo; Carlo con un'opera di Dubuffet sullo sfondo (naturalmente di sua proprietà!) di Larry Rivers; e Carlo con la moglie Tina di Mimmo Rotella. La collezione Bilotti vanta inoltre 18 opere di Giorgio de Chirico, dalla seconda metà degli anni Venti agli anni Settanta, di cui citiamo almeno Archeologi Misteriosi e Mobili nella Stanza. Completano il nucleo originario della collezione L’estate di Gino Severini, parte di una serie dedicata alle attività umane nelle diverse stagioni, poi rielaborata per il Palazzo dei Congressi dell'Eur, e Cardinale di Giacomo Manzù.
Oltre alla collezione Bilotti, poi ampliata con nuove acquisizioni, il museo ospita mostre temporanee di varia natura.
L'esposizione attualmente in corso, intitolata Linea di confine, la natura, il corpo, le città e curata da Marco Di Capua con il sostegno della galleria Russo, mette in relazione 17 artisti seguendo il fil rouge del rapporto tra corpo, natura e città, tra Oriente e Occidente. Roberta Coni, Manuel Felisi, Giovanni Frangi, Massimo Giannoni, Thomas Gillespie, Christian Leperino, Marco Petrus e Pete Wheeler, ognuno con i propri mezzi (fotografie, dipinti, sculture e installazioni), contribuiscono a stabilire una zona di confronto tra l'energia della natura e quella altrettanto forte dello spazio urbano (fino al 21 giugno).
Tra alberi secolari, laghetti e sentieri incantati, il Museo Bilotti è il modo ideale di concludere una passeggiata all'aria aperta per curare il corpo e la mente con la migliore delle medicine: la cultura.

Giovanna Fazzuoli
19 maggio 2015

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