UN ROMEO PER TUTTE LE STAGIONI
Mi sembra di essere tornata una ragazzina, mi batte il cuore appena lo vedo. Bello non è, non è alto, ha una pancetta, è addirittura insignificante, ha cinquantanove anni che per me è una giovane età, non parla molto, quando apre bocca dice sempre cose ovvie. Certo non è un adone, certo non mi sembra Pico della Mirandola, anzi a volte mi sembra addirittura un po’ deficiente. Ma io, appena lo vedo, mi sento il cuore sobbalzare nel petto. Frequentiamo un’associazione che si occupa di donne africane sieropositive. Non è medico, anzi, alle riunioni non spiccica una parola, mi sembra anche tirchio perché non apre mai il portafoglio per fare donazioni, sta in un angolo con l’aria addormentata, leggermente annoiato.
L’altro giorno ha preso la parola: voleva assicurarsi che erano veramente gli uomini ad infettare le donne e non viceversa. Tutti gli hanno urlato: maschilista, incompetente e lui non ha più parlato. L’ho guardato e mi sembrava un eroe a cui tutti tiravano le pietre! Mi sono avvicinata e lui con fare suadente mi ha offerto un passaggio a casa, non sapevo come trattenere i battiti del cuore, mi sono seduta nella macchina, pregando che la pioggia non finisse mai e che noi potessimo stare in macchina per il resto dei nostri giorni. Arrivati all’uscio mi ha dato un bacio sulla guancia ed è scomparso nella pioggia. Sono entrata in casa barcollante e quella notte non ho dormito.
La volta dopo, l’ho visto corteggiare la mia amica, non mi ha degnata di uno sguardo, aveva solo occhi per lei. Parlavano fitto fitto e sono anche usciti insieme. Ho immediatamente telefonato alla mia amica che non ha risposto e, quando ci siamo parlate, mi ha raccontato solo i suoi guai, le sue malattie, la sua nuova cura….e di lui silenzio di tomba!
L’indomani mi sono comprata dei vestiti nuovi, perfino un paio di scarpe col tacco e con aria trionfante sono entrata all’Associazione. Lui era assonnato, stravaccato su una seggiola, quando mi ha visto mi ha nuovamente proposto di accompagnarmi a casa. Quando in macchina, mi ha chiesto di mio marito e del villaggio in cui abitiamo. Una volta sull’uscio mi ha baciata e non completamente sulle guance. Ed io tremante sono entrata in casa.
Per un po’ non sono andata all’Associazione, ho avuto l’influenza e sono rimasta in campagna , ma quando sono ritornata, ho visto con raccapriccio che il mio “cosiddetto” lui e la mia amica parlavano fitto fitto. Stavano vicini e ridacchiavano insieme. Li avrei uccisi tutti e due. Quella fedifraga della mia amica ha approfittato della mia malattia per fregarmi l’innamorato! Non ci ho visto più, li ho fulminati con lo sguardo e sono uscita. Dopo un po’ la mia amica mi telefona: “Guarda che quando esce con me, non fa che dirmi di quanto sei noiosa e di quanto lo asfissi con le tue premure, quindi basta, datti una calmata e non ci provare altrimenti ti torco il collo!”
Ascania Baldasseroni
17 giugno 2014

