MA NE E’ VALSA VERAMENTE LA PENA?

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Oggi è la festa della Repubblica. In lontananza, ai Fori Imperiali, c’è la parata. Militare. Il Presidente della Repubblica, il Governo tutti impettiti a celebrare la ricorrenza. E’ anche il 2 Giugno, il giorno del mio compleanno e tra pochi giorni dovrei celebrare anche l’anniversario di matrimonio. 30 anni, trent’anni che sono sfilati uno dietro l’altro con grande dolore. Anni passati a capire, a perdonare gli errori, a chiudere nel profondo del cuore un’insoddisfazione perenne,una continua mancanza di attenzioni. A curare, sopportare la depressione, le incertezze economiche, la perdita del lavoro.

E’ il mio compleanno, nessuno se lo ricorda tantomeno mio marito, che è improvvisamente diventato patriottico. Per lui il 2 Giugno vuol dire ponte, ferie, inizio dell’estate. Parla di futuro ma è quello dell’Italia, io e i miei anni non esistiamo. Non si accorge che qualcosa si è rotto, qualcosa che non potrà più aggiustarsi. Ma non è facile chiudere un matrimonio. La mattina quando mi sveglio giuro a me stessa che devo assolutamente riprendere in mano la mia vita, ma poi mi guardo allo specchio e vedo che una ragnatela di piccole rughe circondano le mie labbra inaridite, il volto è teso, sciupato. Guardo la scrivania e la vedo coperta di bollette non pagate….Mi alzo con fatica e comincio una nuova giornata. Non è facile chiudere un matrimonio anche quando non restano che stracci, trascinati dietro come povere cose che l’usura rende sempre più sfilacciati. Non è facile neppure aggrapparsi all’idea di essere la colonna di un matrimonio, dei figli, di un marito, una colonna che però non ha appoggi, una colonna a cui nessuno dice grazie. Ho dimenticato me stessa, i miei sogni. Quello che ho desiderato tutta la vita. Mi aggrappo all’idea di sacrificio, penso così di avere fatto il mio dovere da buona cristiana, ma poi qualcosa in me mi spinge a lasciar perdere. Gli anni passano e il sacrificio non paga. Quando l’anima soffre l’orizzonte diventa piccolo piccolo, accecato dalle lacrime e lo spirito si spegne. Allo stesso tempo non so che fare, ho cercato di tutto, di ricordarmi dei motivi della felicità, dello stare insieme. Ora c’è solo indifferenza, sono diventata invisibile. Sono nata che l’Italia era da poco diventata una Repubblica, oggi viene celebrata da fanfare e le frecce tricolori s’intrecciano nel cielo. E’ tutta una gloria. La mia storia è quella di sempre, anni e anni di solitudine e per tenere in piedi il matrimonio mi sono fatta sempre più piccola, ho stretto i denti e sono andata avanti: mi dico se sono ancora sposata, se siamo tutti insieme è merito mio, ma con grande stanchezza mi rispondo anche: “Ma ne è valsa la pena?”

Ascania Baldasseroni
3 giugno 2014

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