BUONE NOTIZIE PER L'AUTUNNO CHE CI ASPETTA

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Sono uscite sui giornali due notizie importanti sulla prevenzione di malattie molto diffuse tra gli over  65 come il diabete e l’infarto. Secondo l’ultimo rapporto Istat disponibile, la diffusione del diabete aumenta con il crescere dell’età: “Oltre i 75 anni almeno una persona su cinque ne è affetta e, su 100 diabetici, 80 hanno più di 65 anni e 40 più di 75”. Il rapporto aggiunge che il diabete è più diffuso nelle classi più svantaggiate laddove i fattori di rischio, quali obesità e inattività fisica, sono più comuni e che valori superiori alla media vengono registrati nel Sud d’Italia.

Ora però uno studio italiano ci dice che esiste un esame semplice e poco costoso, quello della curva glicemica che riesce a prevedere l’insorgere della malattia nei cinque anni successivi anche in soggetti non a rischio. Lo studio è stato condotto dal professor Giorgio Sesti presidente della Società Italiana di Diabetologia insieme ai ricercatori dell’Università di Roma Tor Vergata e dell’Università Magna Grecia di Catanzaro.
Individuare con anticipo la malattia permetterà di intervenire correggendo i fattori di rischio e, magari, iniziare una terapia farmacologica adatta a bloccare la malattia. Ma ora parliamo di colesterolo.
Una delle preoccupazioni più diffuse tra gli over è quella del controllo del colesterolo e, soprattutto, di quello cattivo. Ormai tutti sappiamo che non solo il colesterolo totale deve essere basso ma soprattutto che lo deve essere quello cattivo cioè quello che si chiama LDL.
Molti over 65 curano alti livelli di colesterolo con l’uso delle statine che inibiscono la sintesi del colesterolo ma spesso hanno effetti collaterali poco piacevoli come l’indebolimento dei muscoli.
Adesso in America la Food and Drug Administration ha avviato l’iter di approvazione di nuovi farmaci molto più efficaci e senza effetti collaterali che presto potrebbero arrivare anche da noi.
Unico problema il loro costo che sembra sia molto alto.
Diabete e infarto. Chiediamo il parere della psicologa Sira Sebastianelli. Ci sono delle correlazioni sul piano psicologico tra queste due patologie?
“Da un punto di vista psicologico-esistenziale ci sono. Quando si parla di malattie si parla, comunque, di sofferenza fisica e psicologica, cui la scienza pone argine con terapie adeguate ed efficaci. L’infarto e il diabete sono patologie differenti, ma simili nelle possibili interferenze con la qualità della vita di chi ne soffre. Entrambe le patologie possono condizionare abitudini e ritmi di vita, spesso scanditi dall’assunzione di farmaci. Infarto e diabete, di tipo 2, si manifestano per una serie di fattori di rischio come quelli legati alla familiarità, allo stile di vita, all’alimentazione, ma anche alla sfera emotiva e affettiva. Stress, depressione, dolore, paura, ansia, profondi disagi legati al non raggiungimento di un obiettivo, sono eventi che possono partecipare alla manifestazione del diabete e delle patologie cardiovascolari o coronariche. Psicologicamente sarebbe utile approfondire la conoscenza di sé, rispetto alle modalità di reazione emotiva ad eventi fortemente critici della vita. Personalità e carattere di ognuno possono fare la differenza, però poter riflettere su quanto, a volte, specialmente andando avanti con l’età, per bisogno di controllo ansiogeno degli accadimenti della vita o per paura di perdere importanti relazioni affettive o lavorative, si diventa accondiscendenti o indulgenti con gli altri, andando oltre la misura del rispetto di sé, dimenticando i propri bisogni e necessità vitali”.
Sira Sebastianelli, psicologa-psicoterapeuta
www.thirdlife.it

Anita D'Asaro
1 settembre 2015

 

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