Al di là di questa stanza terrazza si trovano due diverse aree di quiete e meditazione, un sensory path, un percorso sensoriale da fare a piedi nudi che alterna sassi di fiume, legno ed erba oltre che ad un piccolo giardino acquatico con papiri e ninfee ed una fontana che permettono di sperimentare l’esperienza uditiva e tattile dell’acqua che scorre. “ In questi luoghi, ispirati alle regole del design biolifico e del design evidence based, si punta a recuperare la consapevolezza del valore terapeutico della natura, del sole, della ventilazione naturale, valore che è scomparso dalla progettazione degli ospedali nella seconda metà del XX secolo”, afferma la Simona Totaforti, Direttore Centro studi ReLab Studies for Urban Revolution. Ci auguriamo che questo giardino terapeutico, questo progetto così bello, sia il primo di tanti giardini nei luoghi di cura.