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Piccolo trattato storico - natalizio sul tacchino.

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Nel 1525 Gonzales Fernando di Oviedo, governatore dell’ attuale Repubblica Dominicana, lo descriveva come un uccello della famiglia dei pavoni nel suo “Summario de la historia natural de las Indias Occidentales”. Veniva chiamato in modi diversi, gli indigeni gli davano l’appellativo di Huescolot, i francesi invece Coq’d’Inde , i portoghesi e gli spagnoli Pavones de Las Indias. Questo perché proveniva dalle terre scoperte, come citato prima, da Cristoforo Colombo e che allora si pensava fossero le Indie Occidentali. In Inghilterra fu immesso sul mercato dai mercanti turchi e per questo prese il nome di turkey-cochs, semplificato poi in turkey. In Francia il primo tacchino fu servito nel 1570 alle nozze di Carlo IX , figlio di Caterina de’ Medici, con Elisabetta d’Austria. Le cronache ci ricordano che era anche il piatto preferito da Napoleone I. Nel l’800 viene cambiato il modo di prepararlo. I grandi chef, come Escoffier, ebbero l’idea di farcirlo con deliziosi impasti a base di castagne, mele, funghi porcini ed altri preziosi ingredienti. Nel 1825 il famoso cuoco Brillat- Savarin racconta che da novembre a febbraio, a Parigi, si consumavano, ogni giorno, trecento tacchini farciti al tartufo, se facciamo il conto arriviamo a trentaseimila volatili! In seguito fu scelto come pietanza natalizia, in quanto più grande e più economico del pollo e dell’oca, sfamando così più commensali riuniti intorno allo stesso desco. Altra cosa importante doveva cuocere a fuoco lento e veniva quindi lasciato tranquillamente in forno durante il tempo della messa di Natale. Ancora oggi è un must-have , dei banchetti natalizi, il tacchino farcito con le castagne e accompagnato da verdure che cambiano secondo le tradizioni, dai cavoletti di Bruxelles, ai pisellini, alla purea di patate dolci e molte volte è servito anche con composta di albicocche o cranberries.
Ed allora, Buon tacchino a tutti!

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19 dicembre 2017 (Updated 29 ottobre 2026)

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