Henry Unger, nato a Stoccolma nel 1945, ha frequentato a Parigi l’Academie de la Grande Chaumère. In seguito è partito per un lungo giro intorno al mondo, da cui ha riportato materiale e numerose idee per il suo lavoro. Vive nel suo studio, in un’isola di fronte la sua città. Da anni però Unger passa lunghi periodi dell’anno nel suo atelier di Capri, città che da sempre voleva conoscere, come dimostrano alcune sue opere. I forti contrasti presenti sull’isola determinano in lui quel contatto ravvicinato con la natura necessario a stimolare la sua vena artistica. A tal proposito ricordiamo “Ricordi” del 2000 (tempera, cm 76x56) e “Africa nell’anima" del 2005 (tempera, cm 76x56), emblematiche della forza che l’isola di Capri genera all'autore. Nessun altro posto ha su di lui quest’effetto, rinforzato anche da una grande attenzione per la natura, ispirata in lui dal bisnonno, il barone Axel Klinekowsttrom, esploratore, cacciatore e scrittore.
La famiglia di Henry Unger è alla quarta generazione di artisti. Il bisnonno materno, dopo aver studiato pittura a Parigi, intorno agli anni cinquanta dell’800 fu al centro della vita culturale svedese in qualità di direttore del Museo Nazionale dell’Arte di Stoccolma.Il nonno, Nils von Dardel, è stato un celebre pittore esponente del movimento che gli storici dell’arte definiscono «scuola parigina». Suoi amici erano Picasso, Braque e Modigliani che, in particolare, affascinato dalla bellezza della fidanzata del nonno di Unger, la ritraeva su qualsiasi pezzo di carta gli capitasse tra le mani. Le fece un famoso ritratto, uno degli ultimi completati prima della sua morte, oggi conservato al Museo Guggenheim di New York.