«Come il carrello di Vittorio Storaro che arriva proprio dentro il set, noi facciamo la stessa cosa – osserva Francesca Lo Schiavo –: andiamo dentro il quadro, dentro l’anima degli apostoli e assistiamo al miracolo di Gesù. Io credo che questo interessi tutto il mondo. Mi ha molto toccato l’idea di partecipare a questa operazione, a questa realizzazione». Entusiasta del progetto anche Dante Ferretti: «Tutto è nato da quando Armondo mi ha chiamato a Roma e mi ha proposto di ricostruire l’Ultima Cena di Leonardo – spiega –. Dovevamo far diventare viva la pittura, con personaggi veri, che si muovono. Mi è sembrato molto interessante e ho detto subito di sì».
Nella settimana del Corpus Domini questo incredibile evento guarda alla rinascita post pandemia e alla riapertura nel luogo sacro per eccellenza: la Chiesa. La Basilica degli Artisti di Roma conferma il connubio straordinario tra la sacralità religiosa e la sacralità artistica che insieme sono proiettate verso l’infinito e l’immensità, oltre.