Dice il prof. Paolo Marchetti: “Nella stima dell’AIFA i pazienti trattati, diversamente giovani, che hanno superato i 65 anni, sono nel nostro paese circa 7 milioni e mezzo ed assumono da 5 a più di 10 farmaci al giorno, quindi questi pazienti che sono già fragili per la pluripatologia, e che hanno una neoplasia, a maggior ragione hanno bisogno di questa Carta d’Identità, perché così potremmo riuscire ad effettuare in maniera ottimale quella che viene definita una riconciliazione terapeutica. Ecco quindi che nel nostro studio iniziale saranno presi in osservazione specifica proprio i pazienti più anziani.”